Come imbobinare il mulinello e cura dello stesso - A PESCA IN MARE CON GUIDO

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Come imbobinare il mulinello e cura dello stesso

 
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Quando cambiare il filo in bobina

Un nostro visitatore ci ha mandato un mail dove chiedeva se dopo circa sei mesi dovesse sostituire il filo in bobina o fosse possibile tenerlo ancora. In questo post analizzeremo tutti gli aspetti legati alla longevità di un filo da pesca. Iniziamo a considerare che la natura del filo che usiamo ne determina la longevità potenziale. Tra le componenti del filo abbiamo degli stabilizzatori. Il filo infatti quando invecchia perde di elasticità, origina delle microcrepe e tende a frammentarsi sotto sforzo. Anche se i moderni fili da bobina sono spesso ricoperti di un velo in silicone che ne allunga la vita i processi ossidativi naturali, la salsedine, la luce sono agenti che degradano i fili. Inoltre il nylon ha una sua porosità interna che permette all’acqua di mare di penetrare al suo interno, aggravando il problema. Per evitare un prematuro invecchiamento del filo possiamo effettuare dei lavaggi dopo ogni uscita per asportare il sale dalla struttura del nylon. Ogni 5 pescate possiamo poi tagliare 5-10 metri di filo (a surf partendo dall’ attacco dello SL) poiché questa zona è la più stressata nel lancio. Viste tutte le variabili in gioco veniamo alla risposta al quesito. Certamente occorre sostituire ciclicamente il filo, ed io credo che intervalli di circa un anno siano ragionevoli per pescatori medi che praticano 20 30 uscite l’anno e sciacquano i fili. Esistono comunque una serie di controlli che possiamo fare per verificare l’effettivo stato del filo. Innanzitutto a filo asciutto verificare che l filo scorra tra le dita e non sia appiccicaticcio. Se ciò dovesse accadere il filo è vecchio ed ossidato e va sostituito subito. Controllate poi che il filo al tatto sia liscio e non ruvido. Se riscontrate della ruvidità controllate se è solo in una piccola zona (potrebbe essere legata allo sfregamento verso ostacoli) o generale. Se la zona danneggiata è localizzata e posta nei primi metri del filo potete semplicemente eliminarla. Se non dovesse essere così eliminate tutto il filo, e ricordate che è meglio sostituire un filo che perdere una bella preda.

 

Manutenzione dei mulinelli: Il rullino guidafilo


Tutti noi sappiamo quanto un mulinello possa essere delicato se trattato male. Certamente trattare bene un mulinello significa evitarne urti accidentali, sciacquarlo ciclicamente per evitarne la corrosione, oliarlo e via dicendo. Esiste però un elemento specifico da curare e controllare ciclicamente: il rullino guidafilo. Questo componente ha la forma di un anello con una scanalatura centrale ed ha il compito di far scorrere il filo su di esso nel tragitto per la bobbina. Onde evitare riscaldamenti eccessivi ai monofili il rullino ha al suo interno un sistema con cuscinetto o boccola che permette al rullino di girare, dissipando quindi l'energia dello sfregamento del filo. E' proprio su questo piccolo componente che occorre focalizzare la nostra attenzione per evitare rotture scoccianti che possono rimanerci a pesca senza un mulinello. L'archetto ha il compito di accompagnare il filo sono al rullino guidafilo dopo il lancio, poi il filo scorre sul rullino e facendolo ruotare dissipa calore dello sfregamento, ma in questo momento ricordiamo che il filo è bagnato di acqua di mare, e il sale che porta con se va a depositarsi sia sugli anelli che sul rulino, anzi il rullino è molto più espsosto ai depositi di sale in quanto è di dimensioni minori, inoltre la sua rotazione fa evaporare velocemente l'acqua, rimanedo quindi sull'attrezzo il solo sale. Questo ha un forte potere corrosivo, tanto da poter portare i cuscinetti del rullino al grippaggio e/o bloccaggio si ache si tratti dle modello a boccola che del modello a cuscinetto. Per evitare questo problema occorre fare una acorta e ciclica manutenzione. Come potete vedere in foto occorre dotarsi di cacciavite a stella, grasso, spazzolino, acqua, pezza, carta, olio sbloccante e grasso. Prendete il cacciavite e svitate la vite che tiene bloccato l'archetto. Questa vite si trova dietro il rullino ed una volta rimossa rende possibile scostare l'archetto. A questo punto rimuovete il rullino guidafilo e pulitelo con cura dal grasso residuo, poi riponetelo in un bicchiere con acqua dolce e fatecelo stare per alcuni minuti, poi spazzolatene la superficie esterna con lo spazzolino per rimuovere eventuali incorstazioni, resti di sale o altro. Ora passiamo al cuscinetto, una volta rimosso infiliamo al suo interno una matita e faccianolo ruotare. Una volta verificate le condizioni del cuscinetto prendiamo dell'olio sbloccante e spruzziamolo sopra, poi facciamo girare il cuscinetto per alcuni minuti sino a che non gira pulito e regolare. A questo punto puliamo i resti di olio e mettiamo il cuscinetto nella sua sede. Poi prendiamo il grasso con uno stuzzicadenti e mettiamolo sulle due superfici del cuscinetto e tra il cuscinetto e il rullino guidafilo. Ingrassiamo anche la sede del rullino sull'attacco al mulinello e richiudiamo. Ora prendiamo un pezzo di nylon e facendolo passare nel rullino facciamolo girare per verificarne la scorrevolezza. Se avete seguito le istruzioni ora è tutto ok. Se invece notate che ilcuscinetto si impunta o non gira correttamente andate in un negozio di pesca ed acquistate il ricambio. Costa pochi euro e durerà una vita.

 

Uno tra i nodi maggiormente utilizzati per legare la lenza alla bobina del mulinello è senza dubbio l’Arbor Uni, sia che il mulinello sia rotante che a bobina fissa.

Il nodo base Uni grazie alla capacità di serrarsi molto bene sul filo attorno al quale viene eseguito, consente al tratto di filo che avvolge la bobina di rimanere ben aderente al suo asse.

1) Facciamo passare il capo libero attorno all’asse della bobina e riportiamo lo stesso verso il corpo di lenza al quale si dovrà affiancare.

2) Dopo aver costruito un occhiello, tornando indietro con il capo libero, si fa passare per tre volte l’estremità del filo avvolgendo anche il corpo di lenza.

3) Tesando il capo libero si portano le spire ad accostarsi. Lubrifichiamo e, dopo avere tagliato il capo libero a due millimetri dal nodo, si agisce sulla lenza principale portando lo scorsoio a stringersi intorno all’asse della bobina.

COME IMBOBINARE IL MULINELLO

La procedura per caricare un mulinello a bobina fissa è differente da quella adottata per un mulinello a bobina rotante in quanto si deve tener conto del movimento rotatorio dell'archetto che tende a far attorcigliare il filo.

Un caricamento improprio può far attorcigliare la lenza e diminuire precisione e portata del lancio, nella peggiore delle ipotesi può anche comportare la perdita del pesce. Naturalmente è possibile evitare ogni problema facendo ricaricare il mulinello con una apposita macchina presso il vostro negoziante di fiducia, ma vale veramente la pena di saperlo fare anche da soli visto che la maggior parte dei problemi sorgono poi proprio sul luogo di pesca, molto lontano da negozi specializzati.

 

Come prenderci cura dei nostri mulinelli

Il mulinello fisso è divenuto una presenza costante nelle nostre battute di pesca: la sua facilità di utilizzo e la generale praticità ha conquistato ormai tutti i caster. Sarebbe un errore, però, ritenere che, non essendo complesso (qualcuno potrebbe dire macchinoso) come il suo fratello "rotante", non richieda manutenzione affatto!

I "fissi" di oggi sono dei meccanismi robusti, ma con delle tolleranze molto rigorose: far macinare il mulinello con la sabbia, a lungo andare, farà allentare tutti i giochi e "ballare" i cuscinetti: nel caso in cui venga proprio trascurato in modo grave (... alla "non me ne frega niente"...) si verificherà il blocco irreparabile dei cinematismi interni, la cui sostituzione è, in genere, talmente costosa da far optare per la "rottamazione" del mulinello. Pensiamo alla "saccoccia" e curiamo i nostri attrezzi.
                                                                                    
Bisogna tenere conto di un altro paio di fattori importanti: innanzi tutto l'acqua (e quella di mare in particolare) con il tempo tende cacciavitead amalgamarsi (emulsionarsi) agli oli ed ai grassi presenti all'interno e sull'albero della manovella, formando  il tipico accunulo nero che non ha nessuna capacità lubrificante: quando questo avviene è necessario ripulire tutto il mulinello da cima a fondo e lubrificarlo di nuovo: mai abbondare eccessivamente col grasso in quanto l'eventuale quantità in eccesso tende a raccogliersi nei punti morti (non servendo a nulla) oppure, nei casi estremi, a bloccare i meccanismi più delicati (antiritorno, ecc..).
Il secondo fattore importante è questo: per quanto possiate lavare od immergere la bobina del filo nell'acqua dolce, questa non riuscirà a penetrare oltre i primi strati di nylon. Questa è una cosa antipatica ma da accettare, mettendo in conto di sostituire dopo un certo numero di pescate il filo di bobina in quanto, come ho detto, non lo si può dissalare perfettamente.

Nove dritte per allungare la vita ad una parte importante della nostra attrezzatura.

1. Dopo ogni pescata è opportuno sciacquare con acqua corrente molto velocemente (in modo che non penetri troppo all'interno) il corpo del mulinello.
2. Le bobine già usate in una pescata verranno immerse in una bacinella per almeno mezz'ora: questo non toglierà tutto il sale ma evita la formazione di grossi cristalli che hanno una potente capacità abrasiva.
3. Andrà utilizzato vasellina in tubetto in abbondanza ma senza esagerare, per ingranaggi, bronzine, filettature, cardini, perni e coppiglie.
4. Dell'olio leggero (quello per armi va benissimo) nei cuscinetti a sfere ed a rulli, sugli alberi oscillanti di bobina.


5. Se il mulinello necessita di una pulita a fondo, lo si apre e lo si  smonta: si immergono tutte le parti interne nell'alcool denaturato o per un paio d'ore; bisognerà sciacquare, con lo stesso liquido, il carter rimuovendo tutti gli accumuli di grasso sporco.
6. Dopo ogni uscita si andrà a controllare che il meccanismo di ripiego della manovella non abbia accumulato sabbia od altro.
7. Con un panno morbido si pulirà ed asciugherà accuratamente i dischi della frizione, badando che non vengano assolutamente contaminati da nessun tipo di lubrificante, altrimenti sono da buttare.
8. Si controllerà accuratamente il meccanismo di chiusura dell'archetto e la sua molla di ritorno: anche questa è una zona di possibile accumulo di sabbia, inoltre è molto sollecitata durante il lancio ed è meglio evitare brutte sorprese.

9. Se l'impugnatura è in mogano (o altro legno pregiato), sarebbe opportuno trattarlo con del liquido protettivo per il legname marino (un flacone dura un'eternità), che lo manterrà lucido e confortevole all'impugnatura.

Seguendo questi accorgimenti sono certo che il vostro mulinello fisso vi servirà fedelmente ancora in moltissime pescate!

 
 
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