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PICCOLO DIZIONARIO DEI TERMINI DI PESCA E DEL MARE
Ancoretta: amo doppio o triplo.
Plancton: Non è raro, anche fra "color che sanno" il rintracciare qualche bischero che pronuncia quest'armoniosa espressione greca con fonetica anglosassone imponendo a labbra lingua e gorgozzule acrobatici contorcimenti spesso desinenti in improbabili e gorgoglianti miagolii.
Plancton (o Planckton) descrive mirabilmente l'insieme dei piccoli organismi animali e vegetali che vengano senza moto proprio nelle grandi nasse d'acqua, attratti o respinti dalla luce e che paiono costituire l'anima invisibile del Mare.
L'espressione proviene dal neutro dell'aggettivo greco "planctos" che significa appunto "errante", "vagante" derivato dal verbo "plazo" (io vago). Si deve l'ingresso di questa bella espressione nel linguaggio scientifico allo zoologo Hensen che la propose nel 1887.
Ardiglione: piccola sporgenza sotto la punta dell'amo che serve a garantire una presa migliore nella bocca del pesce.
Artificiale: esca non naturale (ad esempio imitazioni di insetti o pesciolini; oppure il cucchiaino).
Barbara: canna fissa con filo interno e piccolo mulinello a bobina rotante.
Platessa: Con la valorizzazione sulle nostre mense del pesce di origine oceanica il termine "platessa" destinato ad una piccola serie di pleuronettidi nord europei, ha in questi ultimi anni riscosso una notevole fortuna presso di noi. La platessa è in realtà una "passera di mare" che come tale non è rara in alto Adriatico e che può essere considerata una via di mezzo fra la vera e propria sogliola ed il rombo.
Platessa deriva dalla tarda espressione latina "platissa" che ha sicuramente qualcosa a che fare col greco "platys" (largo).
Troviamo nel dialetto tarentino, per descrivere il rombetto di sabbia (quello con gli occhi strabici!) un'espressioone assai circoscritta "praizza" che quasi con certezza può essere la parola moderna che più si avvicina a "platessa".
Polpo: Si tratta di una parola che compare nel lessico italiano intorno al 1300 in testi certamente non zoologici. II termine latino "pulpus" presente in Plinio anticipa notevolmente il nostro "polpo" e pare che debba essere considerato come espressione popolare legata al greco "polypos". Si può anche ipotizzare che "polpo" derivi un po' da "polypos" (molti piedi) ed un po' da "polpa" intesa come carne senza osso. Nel Meridione, più vincolato del resto d'Italia all'antica lezione della Magna Grecia, il termine "polipo" (non correttamente essendo nella nomenclatura zoologica destinato ad altre specie) prevale ampiamente su "polpo" che comunque a nostro miserrimo parere resta l'espressione più adatta a definire Octopus vulgaris Cuv. Per un processo grammatico noto come "dissimilazione" il nostro Polpo diviene Felpo in veneziano e Foulp in antico francese.
Bigattino o cagnotto: larva di mosca carnaria. é l'esca piu' utilizzata nelle acque dolci. Non e' permessa ovunque. é sempre vietata nelle acque da trota.
Bodied: corpulento galleggiante per la pesca all'inglese.
Bollata: termine con il quale si indica il cerchio sull'acqua prodotto dal pesce che mangia gli insetti in superficie.
Bolognese: canna ad anelli utilizzata soprattutto per la pesca con il galleggiante.
Bombarda: speciale galleggiante piombato utilizzato soprattutto nella pesca a striscio in laghetto.
Buca: tratto di fiume dove il letto si allarga, la corrente si attenua e la profondita' aumenta.
Buldo o bulbo: speciale galleggiante trasparente zavorrato riempiendolo d'acqua che si utilizza per la pesca a striscio in superficie e per quella con la moschera.
Caimano: grossa larva molto dura utilizzata come esca per la pesca alla trota, soprattutto in laghetto.
Camola del miele: della farina, del granturco, del larice: larve di diversi insetti utilizzate come esca.
Pazanza: Tipo di imbarcazione cheessendo impiegata nella pesca a strascico viene generalmente incolpata di tutti i crimini dalla concussione, al ratto afinedilibidine. Per "paranza" nel gergo della camorra si intende anche un gruppetto di birichini intesi a qualche intrapresa non proprio edificante. Nel caso nostro la "paranza" indica l'insieme di due tartane che trascinano un'unica rete. Si tratta quindi di una tecnica che dà nome ad un mezzo (vedi anche Lampara). "Paranza" in alcuni dialetti meridionali significa coppia e questo illustrava appunto le due tartane predette. Se vogliamo essere ancora di più cavillosi possiamo aggiungere che la definizione della barca deriva dall'espressione "pescare in paranza".
Camola: imitazione artificiale di insetto allo stadio larvale.
Camolera: tecnica di pesca che consiste nel far radere il fondo ad una fila di diverse esche artificiali denominate camole. Questa tecnica, molto diffusa in passato, e' oggi vietata nell'Ossola per salvaguardare i temoli facilmente catturabili con la camolera.
Canna fissa: canna da pesca senza mulinello.
Caster: crisalide del bigattino.
Chalk stream: termine usato dai pescatori a mosca per indicare un coro d'acqua con acque piatte, normalmente sorgive e vegetazione sommersa.
Coda di topo: particolare lenza per la pesca con la mosca artificiale.
Pastinaga: Nome di origine dotta che illustra quelle tra o quattro razze nere o grandi che con l'aculeo posto a "mezza coda" sono capaci di convertire il più indiavolito dei pescatori
alla vita contemplativa.
II termine deriva dal latino "pastinaca" di origine essenzialmente agricola potendo con esso intendersi sia la carota sia la radice di una pianta spontanea nota appunto come "pastinaca". Iltermine attraverso il sostantivo "pastina" (una specie di zappa) è in qualche modo legato al lavoro di chi coltiva la terra.
Dalla carota alla razza si arriva con qualche acrobazia e questo ci è più chiaro se si pensa alla somiglianza esistente fra la coda della razza e la carota stessa. A parte ovviamente lunghezza e colore.
Passera: ln dato dizionario dA questa `` pàrqla una spiegazione sibillina: "uccelfinofemmina" equestoci basti per non addentrarci in un ginepraio irto di doppi sensi e di metafore imbarazzanti nel quale i più maliziosi dei nostri lettori ci vedrebbero volentieri invischiati Gli Autori latini (Plinio, CoLinella et alii) per nostra fortuna ci riferiscono che (passer) può descrivere un pesce piatto é questo ci salga da eventuali im2!plicazid~ni idi altre etiplogie più recenti e difficili. Ci dà almeno completa contezza di come nell'alto Adriatico esiste un pleuronettide di stretta parentela colla sogliola che è conrisciuto..".urbi et orbi" come "Passera di mare". A tanto .volevamo giungere e per tutto il resto, Direttore e Redattore Capo compresi, "Nonni soit qui malypense":
Correntina: stretta lama a superficie increspata con buona corrente e, solitamente, profondita' modesta.
Cucchiaino ondulante: artificiale metallico adescante grazie al suo movimento ondulatorio.
Cucchiaino rotante: artificiale metallico adescante grazie ad una paletta che gira attorno all'asse del cucchiaino.
Falcetto o grub: particolare verme artificiale di gomma vinilica utilizzato nella pesca alla trota in laghetto e nella pesca del pesce persico.
Ferrare: allamare il pesce tramite un movimento della canna.
Finale: parte terminale della lenza alla quale si lega l'amo.
Frega: riproduzione dei pesci. Con lo stesso termine si indica solitamente l'intero periodo riproduttivo.
Galleggiante piombato: galleggiante con piombatura incorporata. Si usa generalmente nella pesca con la moschera.
Pagro: IGreci con il termine "phagros" intendevano genericamente un grosso pesce vorace secondo alcuni il tema della parola potrebbe derivare dal verbo "phaghein" mangiare. Dal greco si passa a! latino "phager" che appunto è l'origine del nostro "pagro". Si può pensare che da un termine tanto indefinito una qualche confusione debba per forza derivare e questo appunto è avvenuto nel corso dei secoli nel mondo dei pescatori che nelle loro catture hanno parlato di paraghi, pagari, pauri, pagri, prai, pagelli ecc. intendendo magari sempre lo stesso pesce. Una considerazione a parte merita ° pagello" che come il sinonimo "fragolino" deriva da "phager" e ne costituisce il diminutivo e che pertanto può essere visto come un pagro un po' più piccolo!
Paguro: II paguro è un crostaceo che avendo l'addome molle non ha trovato di meglio per sopravvivere che nasconderlo dentro una conchiglia vuota che così ad un tempo diviene suo domicilio e corazza. II fatto è che se così non fosse il povero paguro costituirebbe facile preda per tanti pesci dallo scorfano mascalzone e plebeo al parago astratto e lunare. II che può avvenire lo stesso ma ciò è allora imputabile ai pescatori che martello alla mano da secoli considerano il paguro non un crostaceo bensì un'esca! "Paguro" èformatodalgreco "pagos" (roccia dura, cristallo, ghiaccio ecc.) e "ouros" (coda) e così col termine dotto che possiamo tradurre "coda dura" diamo corpo ai sogni del povero crostaceo che vivacchia malamente per le preoccupazioni che gli derivano dall'appetibile suo corpo!
Gatoss: larva di una grossa zanzara denominata tipula utilizzata come esca.
Ghiareto o ghiaieto: sponda digradante del fiume caratterizzata dalla presenza di piccoli sassi e ciottoli.
Lama: tratto di fiume o torrente a corrente abbastanza uniforme caratterizzato da una sponda alta e da una digradante.
Leccia: Trattasi di un grosso pesce appartenente alla famiglia di Carangidi, conosciuto da tutti i pescatori (anche da quelli che lo sbagliano con la ricciola!) e che tutti, indistintamente e più volte, hanno, a chiacchiere,catturato.
Si tratta insomma di un pesce tanto conosciuto quanto sconosciuto è il significato del suo nome. Nel latino scientifico esiste il termine < licha" che deriva dalla latinizzazione del nome volgare che, essendo diffuso in altre lingue romanze (francese leiche) probabilmente ha origine da un termine preesistente al latino, usato in epoca antica da popoli mediterranei. Non storcano la bocca i nostri Lettori, malignamente ipotizzando una ulteriore manchevolezza dello scrivente, se dobbiamo ancora concludere col rituale " etimologia incerta".
Locca: Con questo nome sulla costa toscana si indica un pesce una volta assai comune negli anfratti scogliosi e di prevalente abitudine notturna: la Corvina, Sciaena umbra L. Pesce inconfondibile per la sua splendida tenebrosa livrea raggiata di pagliuzze d'oro.
li nome è francamente misteriosa anche perché, seppur poco diffuso sulle coste italiane, lo ritroviamo in aree nettamente separate: cona e addirittura le coste pugliesi dove però indica un comune mollusco bivalve Scrobicularia piperata Poiret e questo fa pensare ad un origine più generale non legata a motivi ambientali.
Locca deriva dallo spagnolo "Locha" a sua volta legato al francese "Loche". Secondo alcuni Autori questi termini sarebbero in qualche modo legati al latino " locus" . Ci chiudiamo pertanto in un rispettoso silenzio in attesa che qualcuno ci chiarisca il legame bocca =luogo! Anche se non esattamente do parola greca "Lykos" (lupo) cumentato ci pare possa avere sempre in omaggio alla decanqualche attinenza col luccio la tata rapacità del soggetto.
Lupocante: Nome che va lentamente scomparendo soppiantato dal termine "astice" che seppur surgelato appare più adatto ai menù dei ristoranti che si fregiano del nome di "marinati" dove viene impiegato per la preparazione di pastasciutte che hanno tutte lo stesso "scatolesco" sapore! Per via di etimologia popolare il termine pare legato al latino "elephasantis" quasi ché le grandi chele del mollusco che si aggira di notte fuori della tana ricordassero in qualche modo le sventolanti orecchie del pachiderma. Nei dintorni di Napoli si parlava un tempo di "Alefande de mare". Una seconda etimologia che assai più ci piace è quella antica che ci presenta il termine lupicante come derivato dal greco "Lykopanther", belva immaginaria che aveva in se del lupo e della pantera e che ci pare assai adatta all'indole non proprio accondiscendente di questo grande crostaceo e anche illustrativa per la bella colorazione panterata del suo carapace.
Quelli che di astice compaiono nei ristoranti sono il più delle volte individui atlantici con livrea nera uniforme.
Sempre a proposito di astice ci piace ricordare l'antico nome livornese di questo crostaceo che ha suono ampiamente canoro "lupocanteeo" che certo sfigureranno nei menù di quei ristoranti di cui sopra acidamente dicemmo!
Luccio: Non paia qui fuori luogo l'introdurre fra i molti pesci del mare un regale signore del fiume e del lago anche perché col suo nome dopo l'aggiunta dell'aggettivo "marino" si suol indicare con espressione infelice e ampollosa il cosiddetto "Barracuda del Mediterraneo", il luccio marino appunto. Questo pesce, antica ed emblematica immagine di ingordigia (nel 1200 era noto l'epiteto di "bocca di luccio" per certi pubblici amministratori...) deriva dal latino volgare "lucium" e pare che a questo nome non sia estraneo il termine "lux" quasi ad indicare i bagliori argentei che animavano il corpo del predane nella foga dell'attacco.
Lenza: Termine che compare per la prima volta nel 1200, in un componimento poetico di Dante da Maiano e che, da allora, è stato usato innumerevoli volte per indicare il più noto degli strumenti da pesca.
Potrebbe costituire l'emblema di tutti i nostri Lettori!
Il termine ha una sua spiegazione nell'aggettivo latino "linteus" che significa "di lino" ed è quindi collegato al significato di "filo di lino" che probabilmente, insieme ai crini di cavallo, costituì uno dei primi < fili" da pesca. Alla stessa origine vegetale si deve collegare il termine "lenz(u)olo" e questo offre oggetto di meditazione quando ci imbattiamo nell'antico adagio "chi dorme non piglia pesci", fermo restando che in particolari circostanze climatiche ed... altro il predetto lenzuolo è da preferirsi alla lenza!
E su questo pensiamo che la maggior parte dei Lettori sia d'accordo!
Libeccio: Equesto il re dei venti del Tirreno che, soffiando impetuosamente da Sud Ovest, convince il pescatore saggio a dedicarsi al giardinaggio e alla raccolta dei funghi e fa sì che il pescatore "bischero> finisca... agli onori della cronaca... Dicevano i vecchi che il Libeccio lo si riconosce di notte poiché anche nel buio, sotto il suo soffio, sono evidenti candide greggi di nuvole in fuga verso Nord. Dicevano poi che "il Libeccio dura tre giorni" e ancora che "il Libeccio spazza e come trova lascia...> ecc. ecc. II termine ha una sua lontana origine nell'aggettivo greco "libikos> (occidentale) ma a noi giunto da una parola araba "lebek> che ha più o meno lo stesso significato.
Come alcuni credettero questa parola niente ha a che fare con l'aggettivo "lybycius" (proveniente dalla Libia).
Il termine libeccio compare come italianismo nella lingua inglese, dove è ovviamente storpiato dalla pronuncia non più riconoscibile!
Legering: particolare sistema di pesca a fondo di origine anglosassone.
Minnow: esca artificiale che imita un pesciolino. E' costruito solitamente in balsa o in plastica.
Morbidone: canna ad azione molto morbida utilizzata per la pesca di ricerca delle trote in laghetto.
Morto: termine che indica il pesciolino morto utilizzato come esca.
Mosca secca: mosca artificiale che galleggia.
Mosca sommersa: mosca artificiale che si utilizza sotto il pelo dell'acqua.
Ninfa: imitazione artificiale di insetto allo stadio immediatamente successivo a quello larvale.
Olivetta: piombo a forma di oliva.
Pallettone: grosso piombo a sfera forato internamente.
Pallini: piccole sfere di piombo utilizzate per zavorrare la lenza.
Passata: tecnica di pesca nella quale la lenza sorretta dal galleggiante esplora "passando" un tratto di fiume.
Pasturare: attirare i pesci gettando loro del cibo (pastura).
Pesca a fondo: tecnica di pesca senza galleggiante con l'esca ferma sul fondo.
Pesca all'inglese: tecnica di pesca praticata con particolari galleggianti fissati alla lenza solo alla base.
Pesca a mosca: tecnica di pesca con la mosca artificiale.
Pesca al tocco: tecnica di pesca senza galleggiante nella quale l'abboccata si avverte tramite vibrazioni del cimino.
Piana: tratto di fiume o torrente dove l'acqua scorre lentamente e in modo uniforme. Le piane possono essere interrotte da massi, scogli o alberi caduti.
Portasassi o portalegna: larva di friganea utilizzata come esca. Si trova sotto ai sassi a primavera inoltrata e si riconosce perche' e' contenuta in un guscio costruito con piccoli detriti (portasassi) o materiale legnoso (portalegna).
Pozza: profonda buca solitamente formata da un salto d'acqua.
Porpora: E' questo il mitico colore rosso dei manti sacerdotali e regali che ottenuto per macerazione della ghiandola ipobranchiale di alcuni gasteropodi tingeva mirabilmente le lane tessute al telaio. I molluschi dai quali veniva ottenuto il colore erano due o tre: i comuni murici (che i Fenici a questo fine cercavano per tutto il Mediterraneo) e la meno nota, seppur comune, porpora.
Poppa: Parte posteriore della nave che talora ha forma tondeggiante. Trattasi di un termine marinaro derivato dai Latino "puppis". Che i nostri antichi progenitori con "puppis" intendessero altra e più dilettevole cosa e che quindi usassero per la parte posteriore della nave una maliziosa metafora non ci pare quindi ipotesi fuori luogo. Né questo per altro riesce a scandalizzarci, anzi ci pare che immagini di questo tipo siano create apposta per alimentare di ricordi e di sogni le lunghe e noiose navigazioni! La porpora Thais haemastoma L., grosso gasteropodo frequente fra gli scogli battuti dal mare in periodo estivo, ha ricevuto il suo nome scientifico proprio dal colore che da esso si estrae. Porpora deriva dal latino Purpura che trae origine dal greco Porphyra. Era nostro convincimento che alla base del tutto fosse la parola greca Pyr (fuoco) ma poiché i molti dizionari etimologici consultati non ne fanno cenno ci asteniamo prudentemente dal formulare ipotesi.
Eppure quella conchiglia armoniosa che tante volte raccogliemmo ha nell'interno un colore splendente che somiglia al fuoco...
La derivazione ci pare quindi del tutto plausibile ove si consideri che "puppis" molto probabilmente derivava da "pupa" che non può che significare "ragazza graziosa" o addirittura "pupa" "bambola" ecc. Qui ci fermiamo perché improvvisamente abbiamo ricordato che stavamo parlando... di una parte di nave!
Posidonia: E' il nome di una pianta marina tipica del Mediterraneo che molti (e non solo modesti bagnanti...) ritengono sia un'alga. Si tratta di una graminacea marina che dà vita ad uno dei biotopi fondamentali del Mediterraneo. II nome scientifico che deriva da Poseidone il dio del mare della mitologia greca (Nettuno per i Romani) è uno dei più belliche la terminologia scientifica ci offre. Per i pescatori rimane il nome antico di "algone" che ci è parimenti caro perché legato ai ricordi dell'infanzia là sul Vincenzo dove la posidonia viene spiaggiata in grandi quantitàfinoa creare talora sul lido grandi ammassi di fronde cadute. Mucchi soffici e profumati simili alle foglie d'autunno che coprono le radure dei boschi. Quando si legge che "le alghe insudiciano la spiaggia" vorremo dire un qualcosa che come al solito il nostro Direttore, occhiuto e barbassore, ci impedisce di dire accusandoci di pornografia. Soffriamo in silenzio ma almeno per modesta rivalsa non possiamo non considerare nello stretto ambito della coglioneria chi scrive "poseidonia"
Prismata: sponda protetta da grossi massi.
Raschio: tratto di fiume o torrente con corrente veloce e profondita' bassa. I raschi si trovano solitamente nella parte terminale delle buche.
Roubaisienne: lunga canna fissa (anche 16 m.) in parte ad innesti.
Sabbiaia: sponda digradante del fiume caratterizzata dalla presenza di sabbia.
Sbirulino: vedi bombarda. Con il termine sbirulino si e' soliti definire bombarde piu' piccole e affondanti.
Scoubidou: particolare lenza a piu' ami (amettiera) dove al posto dell'esca c'e' una guaina di plastica colorata che copre il gambo dell'uncino. Si utilizza nei grandi laghi per la cattura di alborelle, persici reali e, in particolari condizioni, cavedani e scardole.
Sfarinati: pasture preconfezionate in vendita nei negozi di articoli da pesca.
Spaghetto: particolare verme artificiale di gomma vinilica utilizzato nella pesca alla trota in laghetto innescandolo in coppia con una camola del miele.
Spinning: sistema di pesca al lancio con esche artificiali. In montagna si pratica solitamente con cucchiaini rotanti e imitazioni in legno o in plastica di piccoli pesci.
Starlite: piccola fonte luminosa da applicare al galleggiante per la pesca notturna.
Streamer: tipo di mosca artificiale pesante e voluminosa.
Swimfeeder: contenitore bucherellato utilizzato come pasturatore nella pesca a legering.
Swing tip: speciale vettino intercambiabile per la pesca a legering.
Tandem: cucchiaino rotante con due palette.
Tebo: grossa larva molto simile alla camola del miele adatta alla pesca alla trota in laghetto.
Teleregolabile: canna ad anelli utilizzata nella pesca alla trota. La sua particolarita' e' quella di poter bloccare i pezzi telescopici aumentando o diminuendo a piacere la lunghezza dell'attrezzo.
Terminale: vedi finale.
Tirlindana: sistema di pesca che si effettua trainando con la barca una lenza a mano con una o piu' esche naturali o artificiali. E' una tecnica diffusa nei grandi laghi prealpini per la cattura di predatori come il luccio e il persico reale.
Torpille: speciale piombo a forma di goccia.
Trattenuta: azione di pesca finalizzata ad una corretta presentazione del'esca pescando a passata. Si effettua trattenendo leggermente il galleggiante per farlo procedere piu' lentamente della corrente.
Trave: termine tecnico che sta ad indicare il tratto di lenza al quale si legano i braccioli con le camole o con le mosche nella pesca a camolera o a moschera.
Trotiera: particolare sistema di pesca simile alla tirlindana utilizzato per la cattura delle trote lacustri nei grandi laghi.
Valsesiana: tecnica di pesca con la mosca artificiale ideata in Italia nell'alta valle del fiume Sesia alle pendici del Monte Rosa. Prevede l'uso della canna fissa.
Vivo: termine per indicare il pesce vivo usato come esca.
Ab uno: nome di un piombo da lunga distanza studiato per le competizioni di lancio tecnico
Aberdeen: amo a gambo lungo, curva rotonda e occhiello, solitamente a filo sottile e di colore nero o blu, particolarmente adatto all'innesco di lunghi vermi o, nelle misure più grandi, di filetti di sardina. Prende il nome dalla cittadina scozzese in cui è stato ideato.
Above cast: (dall'inglese:"lancio da sopra"): tecnica di lancio. Si esegue facendo ruotare sopra la testa la canna in un piano pressappoco verticale. E' la tecnica che conferisce la maggiore precisione, ma essendo la traiettoria di caricamento del piombo più corta degli atri tipi di lancio, non consente di raggiungere il massimo della gittata consentita all'attrezzatura.
Afferratura: sinonimo di incaglio, si può riferire alla presenza in acqua di punti di appiglio per i calamenti o all'atto di incastrarli durante il recupero.
Ago infilavermi: tubicino in ottone cavo che serve a trasferire un verme infilato dall'ago sul terminale senza rovinarlo. Indispensabile per l'arenicola ; sono in commercio aghi specifici per molti tipi di vermi e altre esche.
Alieutico: (agg.) termine arcaico sinonimo di "piscatorio" o "pescatorio" : si definisce solamente con la perifrasi "che è proprio della pesca".
Allbright special: nodo per congiungere lenze di diverso diametro, per il suo minimo ingombro e per la sua resistenza è il miglior nodo per congiungere madre e shock leader (vedi), ma la sua esecuzione deve essere impeccabile.
Americano: verme molto ricco di sangue, di color rosso bruno dotato di mascelle estroflettili, gradito a moltissime specie del surf, ma molto apprezzato dall'orata e dalla spigola.
Ancoretta: amo doppio o triplo.
Antigì: dispositivo che consiste in un tubo cavo fissato al trave in cui viene alloggiata l'esca durante il lancio pendolare : ha lo scopo di preservarne l'integirità .
Antiritorno: dispositivo del mulinello : impedisce che possa essere ceduto il filo attraverso la rotazione in avanti del rotore o della manovella, affidando questa funzione alla frizione. In alcuni modelli la chiusura del meccanismo impedisce qualsiasi rotazione non voluta della manovella, anche di pochi gradi, e in tal caso si parla di antiritorno infinito o infinite anti reverse.
Apicale: il primo anello della canna all'estremità del cimino. Consigliabile di almeno 6 mm di diametro interno per consentire il passaggio della girella.
Ardiglione: piccola sporgenza sotto la punta dell'amo che serve a garantire una presa migliore nella bocca del pesce.
Arenicola: verme sedentario dell'omonima famiglia dei policheti di colore rosso aranciato o bruno. Lunga e sottile, molto ricca di liquido, per la sua ottima resa è l'esca di crociera della maggior parte delle battute di pesca nel periodo primaverile ed estivo.
Artificiale: esca non naturale (ad esempio imitazioni di insetti o pesciolini; oppure il cucchiaino).
Back cast: tipo di lancio che richiede una specifica capacità tecnica, che viene eseguito con le spalle al mare e il piombo in sospensione. Consente lunghe gittate e richiedendo uno sforzo muscolare contenuto è stato adottato con ottimi risultati da diverse lanciatrici di primo piano nei tornei di long casting.
Bacone: nome usato in toscana e in adriatico per indicare il muriddu (vedi).
Baitclip: gancio fermaesca da applicare sul trave in grado di liberare il terminale al suo contatto con la superficie dell'acqua.
Barbara: canna fissa con filo interno e piccolo mulinello a bobina rotante.
Barra detritica o serpentone: cumulo disposto longitudinalmente sul fondo marino, parallelo alla battigia formato dall'accumulo di sabbia e materiali detritici in corrispondenza dell'ultimo frangente.
Bass: famiglia di canne da pesca ad innesti e azione ripartita, la cui potenza è minore, e compresa nell'intervallo tra una e quattro once, e dalla sensibilità più accentuata rispetto alle ripartite vere e proprie. Sono più semplici da manovrare e più godibili in pesca, ma richiedono almeno il lancio ground per dare il meglio di sé in termini di distanze ottenibili.
Beach Bomb: una particolare famiglia di piombi aerodinamici sviluppata dai pescatori inglesi. Solitamente il loro peso è espresso in once.
Beach ledgering: tecnica di pesca dalla spiaggia effettuata con grammature e sezioni di lenza ridotte al fine di esaltare la presentazione migliore dell'esca in condizioni di mare calmo o appena mosso e su distanze operative fino a circa cento metri. Per convenzione si divide in ultralight, se effettuata nelle immediate vicinanze del gradino di risacca o nelle buche più vicine con zavorre dell'ordine dei 15/30g, Beach ledgering più propriamente detto quando si utilizzano zavorre di 40/60g a media distanza, surf fishing quando il mare o le lunghe distanze operative impongono l'uso di zavorre fino a 90g. In realtà si tratta di una definizione molto sfumata e di valore soltanto indicativo.
Beak: amo a gambo corto e storto, curva rotonda asimmetrica, punta rientrante. Molto robusta deve il suo nome per analogia alla forma del becco dei rapaci.
Bibi: verme marino dei substrati sabbiosi. Si presenta come un cilindro bianco grigiastro con riflessi violacei o iridescenti. Molto catturante per gli sparidi di taglia.
Bigattino: o cagnotto larva di mosca carnaria. é l'esca piu' utilizzata nelle acque dolci. Non e' permessa ovunque. é sempre vietata nelle acque da trota.
Bodied: galleggiante per la pesca all'inglese.
Bollata: termine con il quale si indica il cerchio sull'acqua prodotto dal pesce che mangia gli insetti in superficie.
Bolognese: canna ad anelli utilizzata soprattutto per la pesca con il galleggiante.
Bombarda: speciale galleggiante piombato utilizzato soprattutto nella pesca a striscio in laghetto.
Buca:(fiume o mare) individuabile tra i frangenti come una ristretta zona in cui l'acqua è più calma,o dove il letto si allarga,e la corrente si attenua e la profondita' aumenta.
Buldo: o bulbo speciale galleggiante trasparente zavorrato riempiendolo d'acqua che si utilizza per la pesca a striscio in superficie e per quella con la moschera.
Caimano: grossa larva molto dura utilizzata come esca per la pesca alla trota, soprattutto in laghetto.
Calzetta: innesco del verme che viene infilato sull'amo fino a farlo risalire sul bracciolo per alcuni centimetri. Per realizzarlo al meglio è' necessario l'ago infilavermi. E' una maniera molto utilizzata di presentare le esche, specie per l'americano e per l'arenicola
Camola: del miele della farina, del granturco, del larice: larve di diversi insetti utilizzate come esca.
Camolera: tecnica di pesca che consiste nel far radere il fondo ad una fila di diverse esche artificiali denominate camole. Questa tecnica, molto diffusa in passato, e' oggi vietata nell'Ossola per salvaguardare i temoli facilmente catturabili con la camolera.
Canale lungocosta: canalone parallelo alla linea di battigia, caratterizzato da una certa profondità, che si estende con ampiezza variabile dallo scalino alla prima secca.
Canalone: tratto di spiaggia la cui parte immersa è più profonda, identificabile dal profilo curvo e rientrante della linea di battigia e da una maggiore ripidità della parte emersa.
Canna fissa: canna da pesca senza mulinello.
Cannolicchio : mollusco bivalve della famiglia dei solenidi, caratterizzato dalla conchiglia allungata, e sottile. Ottima esca per la pesca dalla spiaggia, sebbene difficile da reperire, indicata per gli sparidi in generale e per la spigola, in condizioni di mare mosso, come esca specifica.
Capocorda: la parte superiore del trave che va a congiungersi con lo shock leader. Può essere costituito da un'asola, da una girella, da un moschettone o da altro analogo dispositivo. Molto diffusi nell'agonismo stistemi di sgancio rapidi che favoriscono la sostituzione veloce dell'intero calamento con uno identico ma già innescato.
Carrettoni: ammassi di alghe morte, solitamente di posidonia che, staccate da una mareggiata, vagano nella corrente fino ad incontrare il nostro calamento in acqua: usualmente vengono accolte (in fase di recupero) con una salva di improperi.
Caster: crisalide del bigattino.
Centrifugo: sistema di frenaggio di alcuni modelli di mulinello a bobina rotante allo scopo di prevenire la formazione di parrucche (vedi). Per evitare che la velocità del filo sbobinato per inerzia superi quella della lenza in uscita ed il conseguente ammassamento delle spire , i progettisti hanno inserito un perno normale all'asse di rotazione della bobina sul quale possono scorrere piccoli segmenti di plastica che strisceranno sulla carcassa del mulinello con forza proporzionale alla velocità di rotazione della bobina. Maggiore è la velocità angolare della bobina, maggiore sarà la forza centrifuga che spingerà i cilindretti contro la carcassa, maggiore sarà l'attrito che frenerà la bobina mantenendo una minima tensione sul nylon in uscita.
Chalk stream: termine usato dai pescatori a mosca per indicare un corso d'acqua con acque piatte, normalmente sorgive e vegetazione sommersa.
Cianoacrilato : tipo di colla ad alta tenacità più nota col nome commerciale di "Attak". Il liquido adesivo tende ad indurirsi assorbendo l'umidità dall'aria circostante, quindi è bene che finchè non abbia 'tirato' non entri in contatto con l'acqua.
Ciao-ciao: terminale lungo dal metro e mezzo in su, in cui del materiale galleggiante come polistirolo o sughero sia contenuto l'innesco o posto a stretto contatto con esso, allo scopo di staccare l'esca dal fondo o conferirgli più mobilità. Solitamente viene usato con i filetti di sardina o con piccoli cefalopodi.
Ciliegina: innesco tipico dell'arenicola rivolto alle prede più interessanti. Il verme viene infilato per alcuni centimetri sull'amo fino a risalire sul gambo, mentre la parte eccedente viene avvolta esternamente intorno all'amo fino ad arrivare alla dimensione di una visciola. La chiusura dell'innesco può essere fatta annodando un tratto del verme o compattandolo con due giri di filo elastico.
Cimino o vetta: l'ultimo pezzo della canna da pesca, molto importante perché deve controllare lo stacco del piombo durante il lancio, segnalare le abboccate e ammortizzare le fughe del pesce in fase di recupero. Nella tecnica del beach ledgering sono molto usati i cimini ad innesti in fibra di vetro pieno di diversa potenza per controllare al meglio l'azione di pesca.
Clinch: nodo utilizzato per legare la lenza ad un occhiello. Nel surfcasting è molto usato per legare il trave alle girelle in quanto è in grado di conservare una buona parte del carico di rottura della lenza madre. E' conosciuto anche come Uni-knot.
Coda di topo: particolare lenza per la pesca con la mosca artificiale.
Conicità: nelle canne da pesca è la diminuzione (ovvia) del diametro dal tallone al cimino. Meno ovvio è il fatto che questo diametro non decresce in maniera uniforme in tutte le canne, e il modo in cui avviene questo cambiamento di sezione determina l'azione dell'attrezzo. Non a caso in molte canne dell'ultima generazione si nota come il tallone e l'arco siano di diametri molto simili, per poi diminuire in modo drastico nel sottovetta e nel cimino, al fine di ottenere un'azione di lancio rapida in cui sia la flessibilità della vetta a controllare l'uscita del piombo, in modo analogo ma non altrettanto efficiente di quanto avviene nelle canne a ripartizione di sezioni.
Cono: tipo di piombo da alta turbolenza, garantisce una buona tenuta, ma che su spiagge a sabbia molto fine può dar luogo a problemi di rotolamento.
Correntina: stretta lama a superficie increspata con buona corrente e, solitamente, profondita' modesta.
Crystal: famiglia di ami, generalmente nichelati a curva asimmetrica, leggeri, dal gambo medio o lungo abbastanza sottile. I più usati, sono adatti all'innesco di piccoli vermi.
Cucchiaino ondulante: artificiale metallico adescante grazie al suo movimento ondulatorio.
Cucchiaino rotante: artificiale metallico adescante grazie ad una paletta che gira attorno all'asse del cucchiaino.
Derivato: nel beach ledgering e nel surf fishing indica una calamento con il piombo scorrevole distanziato dalla madre da un tratto di nylon o dacron lungo 15/30 cm, allo scopo di rendere estremamente efficace la presentazione dell'esca e la segnalazione di abboccata. E' però efficace solo in condizioni calme e a distanze medio brevi.
Dicroico (nylon): si riferisce ad un particolare tipo di nailon il cui indice di rifrazione è approssimativamente pari a quello dell'acqua : ciò dovrebbe garantire la teorica invisibilità del finale una volta immerso in acqua. Per produrre quest'effetto viene aggiunto del fluorocarbonio (vedi) che lo rende commercialmente piuttosto costoso.
Drop: termine inglese che indica il tratto di lenza compreso tra il cimino della canna ed il piombo durante il lancio, la cui lunghezza è molto importante ai fini della buona riuscita dei lanci più complessi. In alternativa può essere usato il termine bandiera, che può risultare improprio potendo assumere, nel gergo alieutico italiano, almeno altri quattro diversi significati.
Evolution: piombo nato per le competizioni di lunga distanza dotato di piccole pinnule stabilizzatrici in coda.
F.I.P.S.A.S.: Federazione Italiana Pesca Sportiva ed Attività Subacquee.
Falcetto: o grub particolare verme artificiale di gomma vinilica utilizzato nella pesca alla trota in laghetto e nella pesca del pesce persico.
Fasolare: grossa conchiglia dal guscio spesso della famiglia dei bivalvi. L'animale in esso contenuto è una buona esca, molto valida per inneschi di buona consistenza mirati alla cattura di spigole.
Faster: calamento monoamo con piombo terminale, attacco del bracciolo Join montato alto e bait clip. E' un calamento da lunga distanza, molto usato dagli amanti delle rip. Una versione da lancio pendolare, che vede il join arricchito di due segmenti di tubo di silicone tra le perline come ammortizzatori degli strappi, viene chiamata appunto monorip.
Fermaesca: perlina, morbida o rigida, fissata sul bracciolo allo scopo di impedire la risalita dell'esca su di esso durante il lancio.
Ferrare: allamare il pesce tramite un movimento della canna.
Filo elastico: fibra di lycra, utilissima nel surfcasting per realizzare inneschi pesanti e voluminosi in modo che tengano anche ai lanci più energici. Indispensabile per l'innesco della sarda a filetto, utile per la cozza e per inneschi misti.
Finale: parte terminale della lenza alla quale si lega l'amo.
Fiocco (innesco a): innesco del verme ottenuto infilando trasversalmente più volte il corpo sull'amo fino ad ottenere un innesco voluminoso e sanguinolento.
Floater o floating rig o flotterino (italianizzato): piccolo galleggiante ovoidale, solitamente di colore vistoso, che viene applicato sul terminale per sollevare l'esca dal fondo o conferirgli più mobilità. E' utile per realizzare i terminali semigalleggianti detti zatterino e zatterino micro.
Fluorocarbonio : particolare tipo di sostanza che viene aggiunta alla mescola del nailon (vedi) per renderlo più dicroico (vedi).
Fosforescente (perlina) : nella pesca può aumentare il potere attrattivo di un esca,la si infila sull'amo.
Frega: riproduzione dei pesci. Con lo stesso termine si indica solitamente l'intero periodo riproduttivo.
Galleggiante piombato: galleggiante con piombatura incorporata. Si usa generalmente nella pesca con la moschera.
Garista: pescatore agonista
Gatoss: larva di una grossa zanzara denominata tipula utilizzata come esca.
Gear ratio: (dall'inglese "rateo di recupero") o rapporto di recupero: rapporto del numero di giri compiuti dal rotore o dalla bobina del mulinello su quelli compiuti dalla manovella. Per i mulinelli a bobina fissa il rapporto di recupero è generalmente compreso tra 1:3,8 e 1:5,1. Un basso gear ratio fornirà un recupero più potente, viceversa il recupero sarà più veloce.
Genovese: antico calamento composto da un trave su cui è fissato un bracciolo, a bloccare in alto la corsa di un piombo scorrevole, e da un altro bracciolo posto in basso sotto al piombo.
Ghiareto: o ghiaieto sponda digradante del fiume caratterizzata dalla presenza di piccoli sassi e ciottoli.
GPS : (Global Positioning Sistem) sigla che sta ad indicare il sistema di navigazione satellitare NavStar GPS. Il ricevitore del costo di poche centinaia di mila lire è in grado di fare il punto interpolando i dati di almeno 4 satelliti. La sua precisione è molto elevata e si aggira sui 75 metri (i media).
Gradino (di risacca) o scalino: la parte in cui la riva comincia a digradare in modo più accentuato, formando una pendenza più o meno accentuata.
Grezzo o blank: canna fornita dal produttore senza anelli né di placca portamulinello. In inghilterra le canne vengono vendute quasi esclusivamente in questo modo per consentire al pescatore il montaggio di questi in base a preferenze di carattere personale. In Italia è un'abitudine che va diffondendosi da poco tempo, sia perché consente il trasporto dalle fabbriche ai negozianti in condizioni di maggiore sicurezza ed economicità, che in base al fatto che una canna personalizzata può consentire prestazioni superiori in termini di distanza a lanciatori di taglia "non standard".
Gritta o granchio della sabbia: brachiuro del genere Portunus che spesso presente sul fondo in autentici stuoli solitamente disturba notevolmente l'azione di pesca, distruggendo le esche prima che possano essere raggiunte dalle prede. Validissima esca per la spigola e per l'orata.
Ground cast: tecnica evoluta di lancio che prevede la partenza del piombo da terra e la sua accelerazione fino allo stacco lungo una traiettoria circolare quasi parallela al terreno. Consente il raggiungimento di notevoli distanze in pesca, in alternativa al pendolare, seppure con minore efficacia.
Hardloy: (dall'inglese"lega metallica dura"). Materiale per la costruzione degli anelli, che garantisce una discreta scorrevolezza e un costo contenuto. La maggior parte delle canne da pesca esce dalla fabbrica montando anelli di questo tipo, ma la loro resa può variare sensibilmente a seconda dell'accuratezza della lavorazioni a cui vengono sottoposti.
IGFA: acronimo per : International Game and Fishing Association.
Imbando: quando si allenta la tensione di una lenza precedentemente messa in tiro, spesso a causa di un avvicinamento del pesce allamato verso riva. E' un comportamento abbastanza usuale tra le mormore di buona taglia.
Join: il più classico degli snodi del surf casting, permette l'attacco di un bracciolo su una girella rolling posta tra due perline bloccate da due nodi a spirale o da due stopper scorrevoli in gomma dura.
Kerry Paul: famoso pescatore e lanciatore inglese, ha contribuito allo sviluppo tecnico delle canne ripartite in due pezzi con il manico molto rigido. Detentore indiscusso del record sulla distanza dall'88 al '91. Si dice generalme te "Una canna alla Paul Kerry" per indicare un attrezzo dalla vetta piuttosto sorda ed il manico rigido ma dalla potenza notevolissima.
Knot: dall'inglese temine generico per " nodo".
Lama: tratto di fiume o torrente a corrente abbastanza uniforme caratterizzato da una sponda alta e da una digradante.
Lampada frontale: accessorio indispensabile per la pesca notturna che consiste in una piccola lampadina con riflettore, alimentata a batterie che il pescatore assicura alla testa per mezzo di un elastico robusto. E' bene che sia affidabile e di buona qualità, se poi è impermeabile durerà molto più a lungo.
Legering: particolare sistema di pesca a fondo di origine anglosassone.
Lombrico di sabbia o bottacciòlo: verme di sabbia iridescente, appartenente al genere Ophelia, lungo dai tre ai cinque centimetri. Si trova nella sabbia del bagnasciuga, ma la sua presenza è fortemente limitata dall'inquinamento. Buon rendimento con le mormore e i grufolatori di media taglia.
Long arm: (dall'inglese: "Braccio Lungo") .Terminale da bassa turbolenza. Nell'uso comune indica per estensione sia il terminale, lungo dal metro e venti fino ai tre metri che l'intero calamento che lo comprende.
Long casting o lancio tecnico: gare di lancio puro che si svolgono su campi appositamente attrezzati in cui al fine della classifica conta la capacità di mandare un piombo il più lontano possibile. Attualmente il record si aggira intorno ai 283 metri, raggiunti grazie a una ottima tecnica di lancio pendolare insieme ad una notevole potenza fisica.
Long range (dall'inglese:" lunga distanza"): per convenzione la fascia oltre i 110/120 metri di distanza dalla battigia. Ci si riferisce ad essa per indicare la ricerca del pesce entro tale settore.
Magnetico: sistema di frenaggio di alcuni modelli di mulinello a bobina rotante allo scopo di prevenire la formazione di parrucche. Il frenaggio della bobina avviene per mezzo di piccoli magneti che possono essere avvicinati o allontanati dalla bobina per regolare l'intensità della forza esercitata su di essa.
Magurro o Magurrare: temine arcaico per l'allascamento del palonzio (vedi).
McMahon o staffa hawaiiana: un tipo particolare di moschettone nato per la traina d'altura che ha la caratteristica di un'estrema resistenza sotto trazione, per cui entro i limiti d'uso consigliati dalla casa produttrice l'apertura accidentale è impossibile. Viene molto apprezzata nel lancio tecnico per la robustezza e il suo ridottissimo ingombro.
Memoria meccanica : indesiderata proprietà del filo di nylon che consiste nella capacità di ritornare alla forma iniziale dopo aver subito una deformazione. Nel surfcasting, e in generale in tutta la pesca dalla spiaggia l'assenza di memoria del filo è molto importante come criterio per giudicare la qualità di un filo e la sua resa nel raggiungimento di elevate distanze in pesca.
Minnow: esca artificiale che imita un pesciolino. E' costruito solitamente in balsa o in plastica.
Misto: settore della spiaggia, solitamente più difficile ma più produttivo in cui la sabbia si alterna a zone di ciottoli, scogli o alghe.
Misura minima: dimensione in centimetri al di sotto della quale la legge non consente di trattenere la preda. E' ovviamente variabile da una specie all'altra, può esserlo anche da regione a regione (in senso amministrativo). Al di là delle leggi e dei regolamenti agonistici è sempre buona cosa slamare con cura i pesci sottomisura e restituirli al mare.
Monolight: calamento disegnato per condizioni di media e alta turbolenza. Replica il modello dello short rovesciato, con la particolarità che il piombo viene assicurato al trave con una gassa, mentre il capocorda superiore è costituito da una girella con il compito di scaricare le torsioni da rotolamento. Vedi anche scarroccio.
Morbidone: canna ad azione molto morbida utilizzata per la pesca di ricerca delle trote in laghetto.
Morto: termine che indica il pesciolino morto utilizzato come esca.
Mosca secca: mosca artificiale che galleggia.
Mosca sommersa: mosca artificiale che si utilizza sotto il pelo dell'acqua.
Multifibre o trecciato: cordoncino in dyneema (fibra aramidica), caratterizzato da elasticità quasi nulla, in grado di trasmettere le tocche del pesce a grandi distanze. Nelle tecniche di pesca dalla spiaggia è utilizzabile al meglio in situazioni molto limitate, e da pochi esperti.
Murice: mollusco gasteropode carnivoro che vive in una conchiglia conica. Per la tenacia estrema delle sue carni è un'esca specifica e altamente selettiva nella ricerca dei saraghi e delle orate.
Muriddu: verme di fango o di palude di colore bruno marrone e dal corpo leggermente compresso. Buona esca generica, gradita a molte specie, ma in particolare agli sparlotti e ai saraghi di piccole dimensioni.
Nailon o nylon: fibra poliammidica formata da lunghissime catene di molecole (polimeri) legate l'una all'altra. Nel filo da pesca il nylon è il costituente base cui vengono aggiunti altri additivi come lo stirene per conferigli rigidità e fluorocarbonio (vedi) per migliorare l'indice di rifrazione e renderlo dicroico; subisce, nella lavorazione, anche una finitura superficiale a base vaselina e silicone per conferire scorrevolezza . E' un famoso brevetto della DuPont.
Ninfa: imitazione artificiale di insetto allo stadio immediatamente successivo a quello larvale.
Olivetta: piombo a forma di oliva.
Ombrellino: tipo particolare di bait clip destinato a trattenere esche voluminose, assicurandone lo sganciamento all'arrivo in acqua. Prende il nome dallo scudo anteriore aerodinamico, che assomiglia in modo curioso ad un ombrello.
Oncia: unità di misura del peso, in uso nei paesi anglosassoni; un'oncia corrisponde a circa 28,75 grammi.
Onda rosa: la nazionale femminile di surf casting, e talvolta per estensione indica la componente femminile del surfcasting agonistico e non.
O'shaughnessy: amo solitamente realizzato in acciaio, dal filo robusto, gambo lungo e curva asimmetrica. Sebbene negli ultimi anni sia caduto un po’ in disuso nel surfcasting merita una menzione.
Pallettone: grosso piombo a sfera forato internamente.
Pallini: piccole sfere di piombo utilizzate per zavorrare la lenza.
Palomar: nodo di semplice esecuzione e di ottima tenuta per la legatura di ami ad occhiello.
Palonzio: termine arcaico che sta ad indicare l'atto del magurro (vedi voce).
Parabolica: ponendo sotto sforzo una canna da pesca telescopica, questa andrà a curvarsi dal tallone al cimino approssimativamente lungo un arco di parabola. In realtà questo termine si riferisce nell'uso comune a canne la cui azione è molto progressiva e facile e coinvolge l'attrezzo in tutta la sua lunghezza.
Paratura: sinonimo di calamento.
Parrucca o backlash: il groviglio di nylon che si forma sulla lenza madre in fase di lancio dovuto ad errore del lanciatore, difetti d'imbobinatura del mulinello, diametro troppo contenuto del filo o vento contrario.
Passata: tecnica di pesca nella quale la lenza sorretta dal galleggiante esplora "passando" un tratto di fiume.
Pasturare: attirare i pesci gettando loro del cibo (pastura).
Paternoster: calamento a due ami con piombo terminale e braccioli a girare. Solitamente è formato da un trave dello stesso diametro dello shock leader lungo tra il metro e il metro e ottanta, su cui sono montati due terminali lunghi da venti centimetri fino a quasi un metro. Vedi anche Join.
Pedana: nelle gare di long casting, è il quadrato entro il quale il lanciatore è tenuto a rimanere durante l'azione di lancio, pena l'annullamento della prova.
Pedone o tallone: il primo pezzo della canna corrispondente all'impugnatura.
Pendolare: tecnica evoluta di lancio che si avvale di un'oscillazione pendolare per portare il piombo a precaricare la vetta mentre è in aria, per poi imprimergli attraverso la canna, con un movimento particolare del busto e delle braccia, una velocissima rotazione di un giro o quasi fino allo stacco del piombo. Si tratta di una tecnica molto complessa, che rende obbligatorio l'uso di canne a ripartizione di sezioni, shock leader di diametro maggiorato e molta cautela, perché in caso di rotture il piombo può partire a velocità e lungo particolari traiettorie che lo rendono potenzialmente pericoloso per chi è vicino. In ogni caso il lancio pendolare è in grado di fornire distanze impressionanti se ben eseguito.
Pendolino: sistema di segnalazione d'abboccata, consistente di un peso con un gancetto in cui scorre la lenza in tensione, che può alzarsi o abbassarsi in caso di una tocca o dell'allamatura del pesce.
Performer: (dall'inglese:"attore") calamento molto mobile in cui l'attacco del terminale con l'esca è in grado di scorrere liberamente lungo il trave. Oggi molto in disuso.
Pesca a fondo: tecnica di pesca senza galleggiante con l'esca ferma sul fondo.
Pesca a mosca: tecnica di pesca con la mosca artificiale.
Pesca al tocco: tecnica di pesca senza galleggiante nella quale l'abboccata si avverte tramite vibrazioni del cimino.
Pesca all'inglese: tecnica di pesca praticata con particolari galleggianti fissati alla lenza solo alla base.
Piana: tratto di fiume o torrente dove l'acqua scorre lentamente e in modo uniforme. Le piane possono essere interrotte da massi, scogli o alberi caduti.
Pipetta: tubo cavo lungo quindici cm circa, piegato di 15/20° a due terzi della lunghezza e munito di una girella in corrispondenza della piegatura. Utile al confezionamento di terminali scorrevoli.
Piramide: piombo a forma di piramide in grado di assicurare il massimo della tenuta al moto ondoso specie su fondali con rena a grana fine.
Pisano: effeto non desiderato ottenuto per errore. - "Ho fatto un lancio pisano!" - Escamerà il bencreato pescatore dopo aver stuccato (vedi) tutto il calamento a causa di un nodo sbagliato. In genere si accompagna ad una vivace salva d'improperi.
Placca: la sede in cui va fissato il mulinello sul pedone della canna. Nelle canne da surfcasting il suo centro è posto a 75/78 cm. dall'estremità per consentire la massima potenza in fase di lancio. Ovviamente pescatori che abbiano l'"imbracciata" più lunga, necessitano di un eventuale spostamento della placca in avanti fino a 90/95 centimetri.
Pocket Beach: (dall'inglese:"spiaggia tascabile") spiaggia di dimensioni ridotte, ma di notevole gradiente di profondità, chiusa da entrambi i lati da muraglioni, scogliere o formazioni rocciose in generale.
Portasassi: o portalegna larva di friganea utilizzata come esca. Si trova sotto ai sassi a primavera inoltrata e si riconosce perche' e' contenuta in un guscio costruito con piccoli detriti (portasassi) o materiale legnoso
Pozza: profonda buca solitamente formata da un salto d'acqua.
Prepreg: Termine inglese che definisce un tipo di fibra che, prima di essere avvolta, viene inpregnata di matrice allo stato liquido.
Prismata: sponda protetta da grossi massi.
Punta: tratto di spiaggia poco profondo caratterizzato da una linea di battigia convessa che si protende leggermente nel mare e scarsa ripidità della parte emersa.
Punto d'acqua : temine improprio che sta per "culmine di marea" (montante o calante). Corrisponde al momento in cui viene raggiunto il livello minimo o massimo di marea e il momento di ferma delle acque. Nell'uso comune ci riferisce ad esso per indicare in modo specifico il culmine di marea montante.
Push & pull : (dall'inglese:"spingi e tira") movimento che conclude la manovra del lancio. Consiste nel tirare il calcio della canna decisamente verso il petto con il braccio sinistro spingendo contemporaneamente verso l'esterno la canna col destro all'altezza del mulinello, fino a bloccare la canna a 45°, consentendo un più efficace svolgimento del filo.
Pva : filo idrosolubile utilizzato in particolari condizioni per assicurare al trave il terminale allo scopo di aumentare la distanza o per legare un piombo a perdere. Il suo uso è stato mutuato dalla chirurgia interna prima e dal carp fishing poi.
Quadrante: nel bolletino meteorologico indica (grossomodo) la direzione da cui proverranno i venti dominanti.
Raffio: asta metallica dotata ad un estremo di una punta ricurva ed affilata allo lo scopo di assicurare i pesci più grossi nelle fasi conclusive della cattura. Se adoperato in modo improprio può causare la perdita del pesce.
Range di potenza: indica l'intervallo tra il peso minimo e quello massimo che una canna è in grado di lanciare, ed è espresso in grammi per le telescopiche e in once per le canne a ripartizione di sezioni. Nel primo caso si riferisce all'uso con above o sidecast (vedi) nel secondo caso ci si riferisce all'uso con il lancio pendolare.
Raschio: tratto di fiume o torrente con corrente veloce e profondita' bassa. I raschi si trovano solitamente nella parte terminale delle buche.
Rig: equivalente inglese del termine italiano calamento.
Rip: canna a ripartizione di sezione. Si tratta di attrezzi ad innesti, in due pezzi, lunghi tra i 3.60 e i 4,20mt, dal cimino morbido e dal pedone molto rigido, in grado di fornire distanze di lancio eccezionali, a patto di essere in grado di utilizzare le tecniche di lancio più complesse come il pendulum o il ground cast.
Roccobomb: piombo aerodinamico ma senza gradino di ritenzione, dotato inoltre di due alette per facilitarne l'affioramento in fase di recupero. Ideato da Matteo Rocco.
Roccotop: piombo caratterizzato da una forma aerodinamica con un gradino che aumenta la capacità di ritenuta al fondo.
Rolling process: un tipo di lavorazioe dei materiali compositi adatta alle canne da pesca. Il processo consta nell'avvolgimento intorno ad un mandrino di un foglio di fibra impregnato di matrice non polimerizzata detto "prepreg" (vedi).
Rolling swivel: un tipo di girelle realizzate in acciaio brunito, molto usate nel surf casting per la loro grande robustezza rispetto a quelle in ottone.
Rosario: calamento con piombo scorrevole la cui corsa è bloccata in basso da una girella, su cui va montato il bracciolo che chiude un tratto di perline alternate a corti pezzetti di tubo di silicone o plastica. Funziona come divergente del bracciolo dal trave e come ammortizzatore degli urti dovuti allo scorrere del piombo lungo il trave in fase di lancio.
Rotante: mulinello a bobina rotante (in inglese: "baitcasting reel"). E' sempre più raro vederli in spiaggia, a causa di alcuni inconvenienti (propri della loro natura) quali: una certa lentezza nel recupero, la tendenza a formare parrucche rispetto al mulinello a bobina fissa ed una notevole macchinosità nella manutenzione. Consentono però eccezionali prestazioni nel lancio : grazie alla dolcezza della frizione i recuperi sono molto precisi anche con grosse prede. Nel surfcasting mediterraneo le misure più usate sono tra le otto e le quindici libbre. Indispensabili o quasi nelle gare di long casting, i mulinelli a bobina rotante sono piccole, leggere e velocissime macchine da lancio, che prima di una competizione devomno venir messe a punto con grande abilità e pazienza. Se ne sconsiglia l'uso ai principianti.
Roubaisienne: lunga canna fissa (anche 16 m.) in parte ad innesti.
Rulli avvolgilenza o ruzzole: rotelle di sughero o materiale sintetico sulle quali possono essere avvolti travi calamenti e terminali al fine di poterli utilizzare in pesca nel modo più veloce e ordinato.
Rullino guidafilo: nei mulinelli a bobina fissa è un cilindretto rotante di materiale ceramico o in lega che, montato sul rotore, assicura lo scorrimento del filo da pesca. Nei mulinelli di buona qualità il guidafilo è fornito di un particolare tipo di scanalatura che riduce la torsione del filo prima che venga a disporsi lungo la bobina.
Sabbiaia: sponda digradante del fiume caratterizzata dalla presenza di sabbia.
Saltarello (coreano o cinese): verme marino policheta di colore verdognolo, che come molti consimili si nutre di alghe in decomposizione. E' una buona esca pur non potendo competere con l'arenicola o l'americano (cfr.), che deve il suo potere attrattivo al movimento frenetico. Valido con le spigolotte, specie se innescato a calzetta solo per la testa.
Sbirulino:Con il termine sbirulino si e' soliti definire bombarde piu' piccole e affondanti. Scoubidou: particolare lenza a piu' ami (amettiera) dove al posto dell'esca c'e' una guaina di plastica colorata che copre il gambo dell'uncino. Si utilizza nei grandi laghi per la cattura di alborelle, persici reali e, in particolari condizioni, cavedani e scardole.
Scarroccio o passata: tecnica di pesca che prevede che il piombo e quindi tutto il calamento non restino fissi in un determinato punto, ma che si spostino lentamente sotto l'azione della corrente. In alcune circostanze può essere una tecnica molto produttiva, ma richiede speciali accorgimenti per scaricare efficacemente la torsione della lenza che rotola in acqua.
Secca: punto del fondale in cui l'acqua è più bassa. Nel surfcasting viene utilizzata per la ricerca del pesce in condizioni di bassa turbolenza.
Serbidora : piano di lavoro utile per la realizzazione degli inneschi e per appoggiare senza smarrire gli strumenti e i piccoli accessori necessari per l'azione di pesca. E' solitamente composta da uno o più piattelli fissati ad un'asta metallica conficcata nella sabbia.
Sfarinati: pasture preconfezionate in vendita nei negozi di articoli da pesca.
Shock adsorber: indispensabile nel calamento a piombo scorrevole, è costituito da un trattino di guaina di filo elettrico o da una serie di perline di gomma forata, atte ad impedire che il piombo impatti violentemente con la girella logorando il nodo fino a spezzarlo.
Shock leader o parastrappi: spezzone di nylon o altro materiale di sezione e carico di rottura maggiore rispetto al corpo di lenza (madre) che serve ad evitare che il piombo spezzi la lenza quando sottoposto a forte accelerazione durante il lancio.
Short: terminale corto, dai quaranta centimetri al metro di lunghezza, utilizzato in caso di turbolenza o di necessità di tempestiva segnalazione d'abboccata. Può essere ulteriormente distinto in rovesciato o basso se il punto d'attacco è rispettivamente più vicino al capocorda o al piombo.
SiC: carburo di silicio. Materiale di notevole durezza ed altrettanto notevole resistenza all'abrasione: utilizzato per l'interno delle anellature delle canne.Gode di diverse proprietà tra cui una scarsissima capacità termica, ovvero si riscalda difficilmente : questo fa sì che non si surriscaldi durante lo sfregamento del filo nel lancio.
Sidecast: (dall'inglese:"lancio laterale") tecnica di lancio. Prevede la partenza con il piombo a terra e il piano di rotazione della canna leggermente obliquo rispetto alla verticale. E' forse il lancio più utilizzato con le canne telescopiche e nelle competizioni.
Snodo: attacco dei braccioli sul trave che ne garantisca mobilità in acqua e tenuta ai grovigli. Il join (vedi) è indubbiamente il tipo più usato, ma ne esistono innumerevoli altre versioni, come la pulcetta, la clessidra, il fast connector, la tecnosfera e molti altri, che a seconda dei modelli possono garantire con diversa efficienza robustezza, scaricamento delle torsioni del bracciolo, possibilità di ruotare intorno al trave, intercambiabilità dei finali, leggerezza e morbidezza del calamento in acqua.
Sottoriva: zona compresa tra il gradino e la prima secca; si intende anche come settore particolare di pesca e come insieme di tecniche specifiche di ricerca nell'ambito di quest'ultimo.
Sottovetta: nelle canne telescopiche indica il segmento in cui va a bloccarsi il vettino.
Spaghetto: particolare verme artificiale di gomma vinilica utilizzato nella pesca alla trota in laghetto innescandolo in coppia con una camola del miele.
Spartito: un particolare tipo di fondale in cui si alternano chiazze di sabbia e tratti di scoglio e posidonia a macchia di leopardo. E' una condizione limite della pesca dalla spiaggia, che richiede pazienza ed enorme precisione, ma riveste una importanza notevole perché nelle stagioni giuste sono il posto migliore per fare ottime catture, in particolare di grosse orate e saraghi.
Spigot: (dal francese:"zeppa") tipo di innesto delle canne a ripartizione di sezioni, consistente in un maschio corrispondente al pedone e una femmina corrispondente al cimino della canna.
Spike: (dall'inglese:"arpione") piombo aerodinamico, nato in Inghilterra in abbinamento alle ripartite, che grazie ad un sistema di rampini ribaltabili risulta molto stabile anche in condizioni di mare molto mosso e turbolento. La sua efficienza viene a diminuire durante le mareggiate su spiagge di sabbia a grana molto fine.
Spina: in una canna da pesca seppure quasi sempre all'interno di tolleranze piccolissime, l'orientamento delle spire nell'avvolgimento di carbonio è in minima parte casuale. Dalla risultante della distribuzione di queste micro-anomalie nel tessuto di carbonio si ha una leggerissima asimmetria nella flessibilità del pezzo se piegato in direzioni diverse. Questa caratteristica, che non è un difetto, è un fattore di cui è bene tenere conto nell'acquisto di una canna nuda (vedi anche grezzo) al momento del montaggio degli anelli sul cimino.
Spinning: sistema di pesca al lancio con esche artificiali. In montagna si pratica solitamente con cucchiaini rotanti e imitazioni in legno o in plastica di piccoli pesci.
Spire incrociate: particolare modo di avvolgimento delle spire di filo sul mulinello fisso, permesso da un meccanismo che, variando la velocità con la quale la bobina sale e scende lungo l'alberino, consente l'incrocio delle spire durante il recupero. Questo accorgimento ha lo scopo di diminuire al minimo l'attrito del nylon in uscita durante il lancio, migliorando la gittata.
Sportenn: nome commerciale di un piombo da surf fishing, caratterizzato da superfici piatte atte a limitare il rotolamento in corrente. Deve il suo nome all'omonima squadra romana nella quale fu ideato.
Standy: nome commerciale di una zavorra messa a punto da Sandro Meloni, consistente in un corpo aerodinamico scanalato dotato in punta di quattro alette in grado di ancorare in modo molto efficace il piombo al fondo.
Starlite: piccola fonte luminosa da applicare al galleggiante per la pesca notturna.
Stendifinali: strumento formato da una lunga asta regolabile verticale cui è fissata una barra trasversale predisposta per l'aggancio di finali o calamenti completi. Indispensabile per l'agonista.
Streamer:tipo di mosca artificiale pesante e voluminosa.
Supertelescopiche: famiglia di canne lunghe e molto potenti, che utilizzate con monofili di diametro contenuto, abbinate a shock leader conici, consentono il raggiungimento di distanze notevolissime. Molto usate nelle competizioni per la ricerca dei pesci sulla lunga distanza, presentano l'inconveniente di essere sfruttabili appieno solo da lanciatori dotati di notevole potenza e massa muscolare.
Surf casting: in senso stretto questo termine indica la tecnica di pesca dalla spiaggia effettuata con zavorre da 100 a 200 grammi effettuata in condizioni di mare mosso o molto mosso. Per estensione tende ad indicare impropriamente tutte le discipline di pesca dalla spiaggia che da questa sono derivate.
Surf fishing: tecnica di pesca effettuata in condizioni di bassa e media turbolenza, con zavorre tra i 70 e i 130 grammi. E' una distinzione puramente speciosa, di carattere formale.
Swimfeeder: contenitore bucherellato utilizzato come pasturatore nella pesca a legering.
Swing tip: speciale vettino intercambiabile per la pesca a legering.
Swinger o monkey: (dall'inglese:"ballerina" o "scimmia") sistema di segnalazione d'abboccata costituito da un'asta rigida imperniata sul treppiede o sul picchetto, con un gancio fissato ad un estremo nel quale scorre la lenza, sulla quale al fine di tararne la sensibilità scorre una zavorra. Solitamente prevede una fonte luminosa per l'uso notturno.
Tahitiana: innesco ricavato da una porzione triangolare del mantello di calamaro o totano, legata all'amo con del filo elastico e sfrangiata in modo da nasconderne la punta e la curva. Per estensione indica anche l'innesco abbinato di sardina a filetto e cefalopode, molto attirante per pesci di taglia.
Tail: (dall'inglese:"coda") piccolo impennaggio in metallo con funzione di stabilizzatore del volo : presente in alcuni tipi di piombi da lancio.
Tandem: cucchiaino rotante con due palette.
Tangle: (in inglese "groviglio"), specialmente in riferimento al terminale. La locuzione composta anti-tangle si riferisce a soluzioni tecniche che dovrebbero eliminare, o almeno ridurre i grovigli stessi.
Tebo: grossa larva molto simile alla camola del miele adatta alla pesca alla trota in laghetto.
Teleferica: calamento in cui dopo il lancio il terminale viene agganciato sul madre e fatto scorrere lungo di esso,. E' una soluzione specifica per l'innesco del pesce vivo su spiagge profonde alla ricerca di grossi predatori.
Teleregolabile: canna ad anelli utilizzata nella pesca alla trota. La sua particolarita' e' quella di poter bloccare i pezzi telescopici aumentando o diminuendo a piacere la lunghezza dell'attrezzo.
Termosaldante: cavetto d'acciaio ricoperto da una guaina in resina autoagglomerante. Sebbene il suo utilizzo sia limitato a situazioni di pesca circoscritte ai gronghi di grande taglia, alla ricerca del pesce serra con il pesce vivo, e alla eventuale presenza di piccoli squaloidei , è sempre utile disporne di una bobina nella cassetta.
Timing: (dall'inglese:"temporizzazione") nell'agonismo definisce l'intervallo di tempo che intercorre tra un lancio e il controllo o la sostituzione dell'esca. E' uno degli aspetti più curati nell'impostazione delle strategie di gara, in quanto l'efficacia di un innesco può essere limitata in talune condizioni a due o tre minuti, rendendo necessaria una sua sostituzione appena superato tale limite.
Tirlindana: sistema di pesca che si effettua trainando con la barca una lenza a mano con una o piu' esche naturali o artificiali. E' una tecnica diffusa nei grandi laghi prealpini per la cattura di predatori come il luccio e il persico reale.
Titanio:metallo piuttosto raro e costoso di colore grigiastro: gode di caratteristiche meccaniche simili all'acciaio, ma è quasi due volte più leggero, per questo è molto utilizzato nelle costruzioni aeronautiche. Nella pesca si impiega per le anellature di qualità sotto forma di ossido o di nitruro : è caratterizzato da mediocre resistenza all'abrasione ma da una buona dispersione del calore generato dallo sfregamento della lenza.
Torpille: speciale piombo a forma di goccia.
Tracking: (dall'inglese:"inseguimento") definisce l'atto di inseguire in distanza o lungo la costa un banco compatto di pesci pelagici mentre si continua il prelievo di esemplari a ritmo contenuto.
Trainetta: variazione di pesca dalla spiaggia che consta nel lancio di un normale calamento da fondo e nel suo lento recupero. Si pratica generalmente in condizioni di mare particolarmente calmo.
Trattenuta: azione di pesca finalizzata ad una corretta presentazione del'esca pescando a passata. Si effettua trattenendo leggermente il galleggiante per farlo procedere piu' lentamente della corrente.
Trave: termine tecnico che sta ad indicare il tratto di lenza al quale si legano i braccioli con le camole o con le mosche nella pesca a camolera o a moschera.
Treccina: tratto di lenza doppiato sul bracciolo ottenuto torcendo due fili di nylon su sé stessi allo scopo di irrigidirlo. La sua funzione è quella di limitare al massimo i grovigli fra trave e bracciolo.
Tremolina: verme policheta molto delicato e sanguinolento, che si trova spesso nelle rive fangose delle foci. Il suo impiego nelle tecniche di pesca dalla spiaggia è limitato a causa della sua fragilità, ma risulta un'esca ottima in almeno due occasioni: nell'ambito del beach ledgering il sottoriva leggero, nelle tecniche più pesanti è un'esca insostituibile per la pesca dei muggini.
Treppiede: accessorio che consente di pescare tenendo le canne appoggiate e molto vicine tra loro.
Trimuliggione: nome sardo di una particolare specie di verme affine allo spirografo che vive nei substrati fangosi dei porti di Cagliari e Olbia. Liberato dal suo astuccio di muco e di fango si presenta verdognolo, morbido ed è molto appetito dai grufolatori.
Trotiera: particolare sistema di pesca simile alla tirlindana utilizzato per la cattura delle trote lacustri nei grandi laghi.
Valsesiana: tecnica di pesca con la mosca artificiale ideata in Italia nell'alta valle del fiume Sesia alle pendici del Monte Rosa. Prevede l'uso della canna fissa.
Vela: così si definisce l'ansa che il filo di nylon sbobinato dal mulinello forma dopo il lancio. L'azione di pesca risulta disturbata poichè la forza combinata della corrente e del vento trasversale esercita un notevole carico che, sul filo, si trasforma un un aumento di tensione. La forza suddetta è proporzionale linearmente alla superficie laterale del filo che a sua volta è proporzionale al raggio del filo (non al diametro, si badi bene!).
Verme di Rimini : policheta carnivoro del genere eunice, lungo fino ad un metro e mezzo, largo fino a tre centimetri e capace di infliggere dolorosi morsi se maneggiato incautamente. Tagliato in pezzi a partire dalla coda è una delle migliori esche per l'orata e per i saraghi di dimensioni maggiori.
Vivo: termine per indicare il pesce vivo usato come esca.
Waders: stivali impermeabili di pesca che arrivano sino al giro vita.
Wandersurf: (dall'Inglese: "surf vagabondo")tecnica di pesca che prevede che un continuo movimento su un tratto di spiaggia più o meno esteso, fino all'avvenuta localizzazione di un branco di pesci di dimensioni significative. La postazione di pesca per questa variante del surfcasting deve essere leggera e facilmente trasportabile.
Wisker: Materiale composito che trae le sue caratteristiche meccaniche dalla dispersione casuale di spezzoni non continui di fibra nella matrice: con il progredire ndella tecnologia (e della moda) è stato abbandonato.
X-Ray: (dall'inglese: Raggi X) particolare tipo di finitura: avvolgimento superficiale sulle canne in fibra di carbonio.
Yaw damper :(dall'ingl.: smorzatore rollio) particolare dispositivo che ha lo scopo di smorzare le vibrazioni del mulinello a bobina fissa durante la fase di recupero. Di diretta derivazione aeronautica.
Zatterino: terminale lungo almeno un metro e venti su cui a circa venti trenta centimetri dall'amo è interposto un galleggiante di portata molto limitata allo scopo di sollevare l'esca dal fondo o aumentarne la mobilità. Vedi anche floater.