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Dove e quando

Tecniche di pesca > Pesca bolentino
 
 

 DOVE E QUANDO

Qualsiasi mezzo è idoneo per praticare bolentino costiero Il bolentino, come abbiamo già detto, si pratica da pochi metri dalla costa, fino agli alti fondali del mare aperto. Una superficie estesa immensa che a volte può disorientare il pescatore che non riesce a decidere su quali coordinate dirigere l'imbarcazione. Di solito il pescatore di bolentino meno esperto o il neofita, pesca a casaccio, provando un po' qui e un po' là senza un'idea precisa delle prede che si vogliono catturare e delle esche che più sono gradite a queste prede. Questo è un atteggiamento sbagliato e difficilmente porterà a risultati entusiasmanti. Come per le altre tecniche di pesca in mare, profondità, tipo di fondale, ora del giorno, condizioni meteo, sono di vitale importanza per tornare a casa con qualche pesce. Ma, mentre un pescatore di surf casting, deve dedurre le caratteristiche del luogo di pesca da un'indagine visiva esterna e basata sull'esperienza, il pescatore di bolentino ha due "aiutanti" validissimi: l'ecoscandaglio e la carta nautica. Questi insostituibili strumenti sono alla base di questo modo di pescare e un "bollentinista" che si rispetti deve avere in barca almeno una carta nautica della zona in cui deve pescare. Anzi, una battuta di pesca a bolentino viene prima studiata a tavolino, esaminando con attenzione la carta nautica della zona di mare interessata e cercando di individuare, in base alla stagione e alle prede che si vogliono insidiare, le poste migliori e progettare un percorso possibile tra i punti individuati, in modo che siano facilmente raggiungibili se la prima posta dovesse risultare poco redditizia. Una volta studiata la strategia, potremo andare per mare con degli obbiettivi ben precisi e non ci sarà bisogno di improvvisare o rischiare di non essere preparati adeguatamente alle prede e alle profondità che troveremo. Ma quali sono le poste migliori? E quali prede incontreremo?
L'individuazione della posta migliore e la preda che lo abita sono strettamente legate; vediamo di tracciare, in maniera generale rimandando successivamente la trattazione particolareggiata dei diversi ambienti marini, alcune corrispondenze tra morfologia del fondale e prede presenti:


Fondo roccioso   

Sulle carte nautiche viene indicato con la lettera R ( r ) il fondale roccioso e con la lettera P ( p ) il fondale ghiaioso, sempre con la relativa linea battimetrica che ne indica la profondità. Se è presente ad una certa distanza dalla costa può indicare un fondale roccioso piatto, oppure se circondato da battimetriche più profonde può indicare un gradino di roccia o una secca. In questo caso ci troviamo di fronte ad una buona posta.
  

Questi fondali sono abitati con una certa frequenza da sparidi (sarago maggiore, faraone, fasciato), da serranidi (sciarrano, cernia), da scorfani rossi, occhioni, tanute, murene, gronghi, donzelle, tordi e altre prede minori. Sulle secche o sui gradini di roccia sono anche presenti pagelli, pesce azzurro (sgombri, sugarelli, palamite) e boghe.
Fondo sabbioso   

Sulla carta viene indicato con la lettera S ( s ) con la relativa linea battimetrica. Di solito il fondale sabbioso piatto non offre molto soprattutto a basse profondità. Su fondali profondi le cose vanno meglio e in determinati periodi può dare buone soddisfazioni.
  

Troveremo in questi ambienti mormore, triglie, gallinelle, pesci piatti (sogliole, rombi, passere, ecc.), tracine. Su fondali profondi è possibile insidiare anche pagelli, razze, grossi gronghi, squaliformi (gattuccio).
Fondo Fangoso   

Sulla carta nautica sarà contrassegnato dal simbolo F ( f ) con la relativa linea battimetrica. Di solito è un fondale piatto e poco interessante a basse profondità, mentre risulta più allettante sui 70 - 100 mt.
  

Sono presenti triglie di fango, gallinelle, Gronghi, Pagelli, merluzzi, pesci piatti.
Fondale a Poseidonia   

Sulla carta nautica sarà contrassegnato dal simbolo A ( a ) con la relativa linea battimetrica. Di solito è un fondale piatto, ricoperto di alghe Poseidonia e poco profondo, sui 35 - 40 mt. Max. Diventa una buona posta se sono presenti secche o zone di roccia.
  

Sono presenti soprattutto sparidi (saraghi e dentici), occhiate e boghe a mezz'acqua, pesce azzurro (sugarelli e sgombri).
Secche   

Per secca, si intende una zona di fondale roccioso più basso su un fondale profondo che può essere dei tre tipi visti precedentemente. Questa differenza di battimetriche crea una parete rocciosa che risulta essere il meglio per quanto riguarda il bolentino. Infatti in questo ambiente sono presenti sia le prede del basso fondale che quelle di medio fondale. Sulla carta possono essere identificate con una battimetrica chiusa, di forma circolare, che spicca per il suo basso valore. Se la secca è poco estesa, viene indicata con un semplice valore numerico (indicante la profondità) senza la linea battimetrica. Va detto che non tutte le secche esistenti sono state mappate e individuare una secca non presente sulla carta è il sogno proibito di ogni pescatore a bolentino.
  

In questo paradiso possiamo catturare di tutto: sparidi (sarago maggiore, faraone, fasciato e pizzuto), serranidi (sciarrano, cernia), scorfani rossi e neri, occhioni, tanute, murene, gronghi, donzelle, tordi e altre prede minori. Sono anche presenti pagelli, pesce azzurro (sgombri, sugarelli, palamite) , boghe, occhiate, aguglie e molti predatori come spigole, pesci serra, dentici, ricciole, tonnetti, ecc.
Relitti   

Sulla carta sono indicati con diversi simboli particolari che precisano se il relitto è affiorante oppure a quale profondità di trova, ecc. Il simbolo può essere affiancato da un valore numerico che ne indica la profondità più vicina alla superficie. Chiaramente, questi relitti possono poggiare su diverse tipologie di fondale e l'accoppiata relitto - fondo roccioso è il massimo. Anche buone le situazioni relitto - fango.
  

Prediligono questo ambiente le Cernie, saraghi, tanute, sciarrano, scorfani, grossi gronghi e belle murene di stazza, occhioni, pagelli, dentici, ricciole, boghe, occhiate, pesce azzurro e squaliformi e più raramente Pesce S. Pietro, Pesce sciabola, Rana pescatrice e altre prede "strane".
Fosse   

Sono praticamente il contrario delle secche. Indicano un avvallamento de fondale che crea un dislivello verso il basso anche considerevole. Sono indicate per il bolentino di profondità e devono essere abbastanza profonde, sui 120 - 150 metri. Di solito, sono frequenti su fondali fangosi e sabbiosi. Sulla carta si identificano con linee battimetriche circolari con quote molto profonde in relazione a quelle del fondale circostante.
  

Sono presenti Cernie di fondale, grossi scorfani, gallinelle, grossi gronghi, pesce sciabola, rana pescatrice, merluzzi, naselli.

TABELLA DELLE ESCHE DA BOLENTINO

Specie

Primavera
Autunno

Estate

Inverno

Fraolino
(Pagello)

Cannelli

Cannelli
Mazzancolle

Anellidi
Mazzancolle

Marmore
(Mormore)

Arenicola

Saraghi

Granchio
Sarda

Sarda
Gambero

Granchio
Anellidi

Tanute

Anellidi
Cannelli

Anellidi

Orate

Bibi
Cannelli

Bibi
Cannelli

Anellidi
Mazzancolla

Scombri
Sugherelli

Sarda
Gambero

Gallinelle
(Cocci)

Sarda
Mazzancolla

Mazzancolla

Triglie

Americano
Coreano

Scorfani

Sarda
Mazzancolla

Mazzancolla

Occhiate

Bigattino
Impasti

Bigattino
Impasti

La scelta dell'esca, come si puo' facilmente intuire, è il punto piu' delicato che puo' compromettere la buona riuscita di una battuta a Bolentino.
L' efficacia di alcuni tipi di esca è strettamente legata ai luoghi dove si pratica il Bolentino, quindi se non si conosce a fondo la zona conviene utilizzare un'esca di impiego generale, che magari non sarà la migliore per il posto scelto ma mette a riparo da clamorose "imbiancate".
Per questo conviene sempre iniziare con un verme sull'amo piu' basso, quello che tocca il fondo, e Cannello su quello superiore. In alternativa al Cannello che spesso è introvabile si puo' utilizzare la Mazzancolla anche surgelata, comunque con un rendimento inferiore.
Infine anche se non volete impiegare lenze troppo elaborate, che comunque hanno un migliore rendimento  montate in prossimità degli ami alcune perline fosforescenti.

Scarroccio o ancorati ?
La pesca a Bolentino puo' essere svolta con barca ancorata o scarrocciando, cioè con l'imbarcazione libera di spostarsi secondo le correnti ed il vento.
A priori non si puo' stabilire quale dei due metodi fornisca il risultato migliore, inoltre la scelta è molto vincolata dalle condizioni del mare.
Scarrocciando ci sono piu' probabilita di incontrare il pesce, ma se il vento è eccessivo la velocità di scarroccio non è adatta alla pesca.
Viceversa ancorando senza provare a scarroccio si puo' avere la sfortuna di non trovare nulla e di doversi spostare, cosa non semplice dovendo salpare l'ancora con molte decine di metri di cima.
A favore dell'ancoraggio, anche se non ci sono riscontri sicuri, molti sostengono che con barca ferma è piu' facile che si avvicinino pesci di taglia.
In definitiva il sistema piu' produttivo è di iniziare scarrocciando , vento e mare permettendo, e di calare in mare un segnale ( pedagno) nel punto in cui si sono avute piu' abboccate in modo da potervi tornare appena lo scarroccio porta l'imbarcazione fuori dalla zona frequentata dal pesce.
Tornati sulla posizione marcata dal pedagno si puo' decidere se tentare una nuova passata a scarroccio o se ancorare.

La pasturazione
La pasturazione (brumeggio) consiste nel disperdere in mare rilevanti quantitativi di esca a basso costo allo scopo di attirare i pesci in prossimità dell'imbarcazione.
La pasturazione si esegue mettendo in un retino, a maglie non troppo fitte, pezzi di pesce, le Sarde sono le migliori, Mitili e Sconcigli spaccati e calando il retino fuori bordo.
Il movimento dell'imbarcazione causa la fuoriuscita di pezzetti dell'impasto che diffondendosi in mare producono una scia odorosa che attrae il pesce.
In alternativa si possono utilizzare sacchetti gia' confezionati contenenti Sarde tritate.
L'impiego della pastura non è sempre utile, infatti pescando in profondità si ha un beneficio molto limitato in quanto la pastura galleggia e si allontana molto rapidamente dal posto di pesca, al contrario il brumeggio trova il suo impiego migliore nella pesca in superfice (vedi paragrafo seguente).
Ancorati si puo' tentare di pasturare nel punto di pesca facendo affondare il sacco della pastura zavorrato con pietre, ma il piu' delle volte il risultato è di richiamare la minutaglia che rovina l'esca e disturba il pesce di taglia o di allontanare il pesce dalle esche se la pastura cade lontano dalle lenze

Bolentino notturno
Questo metodo non è un vero e proprio Bolentino, ma piu' pesca con canna, infatti consente l'uso del galleggiante.
Il Bolentino notturno si svolge in primavera/estate, il periodo migliore è il mese di Giugno, di notte con la luna ben visibile e leggera brezza.
La barca deve essere ancorata e provvista di 2/3 sacchi di pastura, alcuni appena a filo d'acqua altri piu' affondati, in modo che la scia di brumeggio si estenda per un ampio tratto di mare.
La lenza, priva di piombo e con un solo amo, viene lasciata in corrente e si sposta, per effetto del vento, quasi in superfice.
L'abboccate è sempre molto decisa e le prede (Occhiate,Scombri,Lecce Stella,Serra,Sugherelli) sono di taglia rilevante.
In assenza di vento in grado di sostenere l'esca si monta un galleggiante piombato ( 20/30 gr) con un terminale lungo circa 30/40 cm.
Inizialmente si lascia scorrere la lenza( in nylon da 0,40) per un lungo tratto in modo da esplorare quanto piu' mare possibile, man mano che inizia l'effetto della pasturazione si accorcia la lenza a poche decine di metri, facendo attenzione a mantenerla nella scia della pastura.
I posti migliori per questo tipo di pesca sono le scogliere in vicinanza di promontori con profondità da 10 a 25/30 mt.

Gli orari del Bolentino
Anche per questo argomento, come per l'ancoraggio, alcuni sono fanatici delle alzatacce e dell'inizio della pesca all'alba, altri arrivano sul posto quando il sole è alto.
In generale è difficile dare un suggerimento, il pesce è molto imprevedibile, o meglio, si comporta secondo stimoli e motivazioni che conosciamo solo superficialmente, comunque la prova dei fatti evedenzia alcune condizioni :

   * Le abboccate sono piu' frequenti con il sole alto o verso l'imbrunire.
   * Il periodo migliore è legato alla fase di marea, in particolare è da 1,5 ore prima del punto d'acqua a 1,5 ore dopo, con preferenza per la fase di alta marea.
   * Le abboccate diminuiscono se la corrente è eccessiva, quindi i periodi migliori sono a cavallo delle fasi di marea con livelli contenuti ( vedi Tavole delle maree
).
   * Le condizioni migliori si hanno dopo una mareggiata, con pressione in risalita e quando le acque si sono schiarite


La lenza morta
La "lenza morta" è una canna che viene lasciata pescare per suo conto.
Puo' essere senza piombo quindi avrà un affondamento molto lento e limitato, o con piombo che la farà pescare a fondo.
La frizione del mulinello dovrà essere completamente aperta se senza piombo o poco serrata, in modo da concedere filo se il pesce abbocca, se posizionata a fondo.
L'esca dovrà essere molto resistente (Cannelli, Mazzancolle o Calamari ) e andrà controllata nei momenti di pausa.
Il suo impiego migliore è nella pesca con barca ancorata, nella pesca a scaroccio puo' essere comunque utilizzata ma con la frizione serrata in modo da non concedere troppo filo.In questo caso le abboccate saranno segnalate dal movimento del cimino.
Anche se puo' sembrare difficile si verificano situazioni in cui pesca meglio la lenza morta della canna che abbiamo in mano.

I fondali da bolentino

Sabbia e fango
Per il bolentino il fondale di sabbia o fango è il meno pescoso in quanto di natura molto uniforme offre pochi ripari e scarse zone ridossate dove il gioco delle correnti possa accumulare elementi nutritivi.
Il pesce si trova molto sparpagliato e l'incontro diventa occasionale, tranne per alcune speci che lo frequentano imbrancate ma in zone circoscritte e solo limitatamente ad alcune stagioni, ad esempio le Mormore (Marmore) in estate e le Seppie in autunno.
Data la mancanza di punti dove ci si possa aspettare il pesce concentrato occorre pescare a scarroccio in modo da esplorare vaste zone.
Poco o nulla serve il pedagno, per marcare i punti dove si sono avute catture, in quanto difficilmente il pesce vi staziona, infatti su sabbia e fango sarà quasi sempre in movimento compiendo spostamenti anche rilevanti.
Le cose migliorano se vi si trovano relitti, dune sommerse o vegetazione.
In questo caso si toverà il pesce concentrato e di numerose speci.
Le speci piu' diffuse su fondale di sabbia o fango sono :
Mormora,Rombo,Razza,Tracina,Gallinella ( preferisce il fango).
In misura minore si possono incontrare :
Orata,Ombrina,Spigola ( solo occasionalmente puo' essere catturata pescando a bolentino).
Le esche migliori sono gli anellidi,i cannelli e ,su fango, i murici (sconcigli).

Roccia

Il fondale di roccia è uno dei piu' pescosi e se confinante con distese sabbiose o fangose offre un habitat idoneo a tutte le speci da bolentino.
Meno adatto, a causa della rilevante presenza di minutaglia (Perchie), è il fondale completamente roccioso.
Le principali speci che frequentano il fondale roccioso sono :
Saraghi,Tanute,Pagelli,Orate,Dentici,Scorfani,Gronchi,Spigole.
Oltre a speci di minore interesse quali :
Perchie (in grande abbondanza),Labridi,Serrani.
Le esche sono tutte piu' o meno adatte, la scelta dipende dalle speci piu' frequenti in zona ( vedi tabella precedente) e dalle consuetudini locali.
I punti migliori sono le zone sabbiose in prossimita degli scogli, le cigliate e i canaloni tra scogli sparsi.

Posidonia

La Posidonia è una vera pianta, non un'alga, che offre un ottimo ambiente per la fauna marina.
Le zone a Posidonia, specialmente se con formazioni rocciose, costituiscono un ottimo punto per la pesca a bolentino, purtroppo si trovano nell'immediato sotto costa a bassa profondita' (la Posidonia non si trova altre i -20/-30 mt in quanto ha necessità di luce per la fotosintesi), e questo limita le speci presenti e la taglia dei pesci.
Le speci piu' presenti su fondale con Posidonia sono Saraghi e Scorfani,oltre a speci minori quali Labridi e Serrani.Meno frequenti Orate,Dentici e Spigole.
La Posidonia, in autunno, è una zona ottima per le Seppie,a condizione che non sia cosi' fitta da nascondere l'esca.
Le esche, mediamente migliori sono Gamberetti,Mazzancolle e Cannelli.
Macciotto

Il macciotto è un fondale generato per sedimentazione, costituito in prevalenza da calcare derivato dalla decomposizione di conchiglie ed altri organismi.
La sua natura lo rende molto ricco di componenti organici che attirano una grande quantità di fauna marina, quali spirografi, murici, paguri, gamberi e di consegueza i pesci che di questi si nutrono.
Le formazioni di macciotto, specie se in zone con scogli sparsi, sono ottimi punti per il bolentino.
Generalmente i pesci vi si trovano raggruppati, in quanto stanno alimentandosi, quindi conviene pescare ancorati, ovviamente dopo averli individuati.
A scarroccio si deve utilizzare il pedagno per segnare il punto migliore da cui iniziare le passate successive.
Le speci maggiormente presenti sono : Dentici,Saraghi,Orate,Scorfani,Pagelli. In misura minore : Gronchi,Murene,Palombi.
Data la grande varietà di fauna funzionano bene quasi tutti i tipi di esca, naturalmente tenedo conto delle preferenze di ciascuna spece.
Riconoscimento del fondale

Riconoscere la natura di un fondale non è cosa semplice,occorre un ecoscandaglio di ottima qualità e con portata molto oltre la profondità del fondale in esame.
L'ecoscandaglio ( vedi Strumentazione da pesca) fornisce un'indicazione della natura del fondale presentando una linea di fondo composta da due parti la prima nera di spessore proporzionale allo spessore del primo strato, la seconda, grigia, che indica la natura della parte sottostante.
Piu' il fondo è compatto piu' la zona nera è marcata e la grigia di piccolo spessore.
In presenza di un fondale duro e compatto ( roccia) quasi tutto il segnale viene riflesso ed è indicato sullo schermo come una spessa linea nera.
Viceversa in presenza di fondale meno compatto, quali sabbia e fango, il segnale penetra parzialmente nel fondo producendo una prima linea nera poco marcata ( in quanto l'energia è riflessa solo in parte ) e una sottostante linea grigia.
Naturalmente per distinguere con buona approssimazione la natura del fondale è necessaria una approfondita conoscenza dello scandaglio che si utilizza, cosa ottenibile solo con diverse prove su fondali noti.
Un buon aiuto puo' essere fornito dai modelli a colori che non si limitano solo al nero e al grigio ma rappresentano la densità del fondo utilizzando diversi colori che sono piu' facili da interpretare.

 
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