i pesci di maggio - A PESCA IN MARE CON GUIDO

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i pesci di maggio

Tecniche di pesca > Surfcasting
 
 

  Sicuramente tra le varie stagioni che si alternano
     scandendo il tempo agli amanti della pesca dalla
  spiaggia, la tarda primavera rappresenta il periodo
  più prolifico dove aumenta la quantità del pescato e
soprattutto la qualità! Tre sono le prede più ambite in
     questo periodo: la mormora, t'orata e l'ombrina!


Eda un bel pezzo, ormai, che ci siamo lasciati alle spalle il freddo, la pioggia e i forti venti. Le nostre serate trascorse in spiaggia iniziano ad essere tranquillamente piacevoli, le attese tra una cattura e (altra notevolmente più brevi e, se ben organizzati, non sarà difficile portare a casa ricchi bottini. IL mese di Maggio, grazie alfaumento della temperatura dell'acqua e al prolificare della fauna e della flora marina, si è sempre caratterizzato per la ricchezza di pesce pregiato. Guardiamo da vicino i principali protagonisti che ci accompagneranno in queste serate!


LA MORMORA
Al finire delle mareggiate che hanno caratterizzato l'inverno, con (addentrarsi della primavera, numerose colonie di mormore, alla ricerca di cibo che in questo periodo troveranno in abbondanza grazie al rifiorire della flora e della fauna sui fondali dei lidi, si accostano verso la riva quasi a portata di canna.
La temperatura dell'acqua che sale sensibilmente, stimola la ricerca frenetica di cibo ed è questo il momento ideale per ottenere buone soddisfazioni! In questo periodo difficilmente faremo rincontro con qualche esemplare di taglia notevole poiché, di fronte a noi persistono i branchi di pesci di media e piccola taglia, comunque molto divertenti ai fini della cattura.




I PARTICOLARI

La mormora, per certi versi, è stato il pesce che ha ridisegnato il primordiale surf casting in Italia, sia quello a livello amatoriale che quello prettamente sportivo. La zebra è e rimarrà sempre un pesce molto sospettoso che non ci permette vita facile nella realizzazione di buone catture.
Se (inverno è caratterizzato da condizioni abbastanza difficili, dovute al vento, alla pioggia, alla forza del moto ondoso, la primavera non sarà senz'altro più facile, in quanto ci troveremo ad operare con acque generalmente molto chiare e spesso in condizioni di mare calmo, considerando anche che in questo periodo il cibo per questo grufolatore d'Elitè non manca sicuramente. La pesca alla mormora richiede sempre, in ogni periodo dell'anno, la tecnica del "leggero" ,re nei periodi primaverili, dovremo affrontare la nostra battuta armati di attrezzature ancora più sofisticate.

IL NECESSARIO

Nei mesi freddi le canne da centocinquanta grammi ed i terminali dello 0.20, 025 hanno fatto da padroni. Lo stesso filo del mulinello generalmente di diametro dallo 0.18 allo 0.22, sarà sostituito con del filo dello 0.14, 0.16 montato in bobina su un buon mulinello di taglia 4000 e per le canne andremo a scegliere quelle ad azione semiparabolica in grado di gestire piombi dai cinquanta agli ottanta grammi. In questo modo avremo un'attrezzatura leggera, ma che ci permetterà ugualmente di operare a qualsiasi distanza dalla riva, dai pochi metri ai settanta, ottanta, alla ricerca dei branchi di mormore. Anche i nostri finali scenderanno giù di diametro e in certi casi saranno anche più lunghi del solito, utilizzando diametri dallo 0.14 allo 0.18 massimo. Non cambieranno i terminali: il classico scorrevole rimarrà invariato nella sua forma , così anche il terminale a bandiera.
Ridurremo esclusivamente i diametri dei nostri fili ed il peso dei piombi; anzi seguiremo il comandamento alieutico che ci impone di utilizzare la zavorra più leggera possibile! Questa regola rimarrà invariata anche nella scelta della misura degli ami.
L'accorgimento che avremo durante le battute sarà quello di utilizzare in maggior quantità la costosa arenicola, realizzando bocconi più consistenti; questo è d'obbligo nei periodi primaverili, perché l'abbondanza di cibo sui fondali può portare la mormora ad essere svogliata nell'attaccare l'esca.
Ed ecco che saremo costretti a fare la differenza, giusto per creare un interesse maggiore al loro palato!






L'OMBRINA

Questo bellissimo "scienide", pregiato e molto ricercato per (eccellenza delle sue carni, rappresenta uno tra i più fitti misteri che racchiudono i nostri mari ed Il surf casting è la tecnica migliore per tentarne la cattura!

QUANDO E DOVE

Sui lidi, gli stessi che sullo scorso numero di Aprile abbiamo guardato da vicino, ai confini tra il Lazio e la Toscana, praticamente sulla fascia Maremmana i surf casters hanno la possibilità di incontrarla facilmente! Per lo più si tratta di esemplari che raramente superano i seicento, settecento grammi. Poi con (abbassarsi della temperatura, già a Settembre inoltrato, questo bel pesce sparisce completamente. Su alcune coste della Corsica, quelle che guardano la Toscana, è "facile" imbattersi in esemplari che superano abbondantemente il chilo, arrivando a misure massime vicino ai dieci, ed è proprio maggio il momento migliore! Fino a qualche anno fa, anche sui lidi pugliesi del basso Adriatico, nel Salento, ai confini dei Laghi salati degli Alimini e più esattamente sulle spiagge di Frassanito era possibile la cattura di esemplari discreti che spesso superavano i cinquecento grammi di peso: poi, ormai da un decennio, (ombrina, almeno dalle spiagge, è scomparsa!
Se vogliamo impostare una battuta alta ricerca di questo nobile pesce, dobbiamo tener presente alcune regole fondamentali. Da quel poco che si è riusciti a capire, c'è la certezza che questo pesce ami particolarmente i fondali sabbiosi a granulometria media motto puliti e non inquinati; probabilmente è questo il motivo della sua scomparsa o meglio dire allontanamento in alcune zone.
Spesso i margini laterali degli sbocchi dei canali che portano acqua in mare sono da tenere in considerazione, con L'accortezza di montare la postazione di pesca abbastanza lontano dai margini e lanciare le nostre esche dove (acqua è più limpida e non rimescolata.

LA TECNICA PER L'OMBRINA

L'ombrina in età giovanile vive una vita di gruppo e solitamente è difficile imbattersi in esemplari che superano i 150 grammi di peso. Nell'età adulta vive spesso in coppia con esemplari di sesso diverso, e in questo caso è possibile tentarne la cattura di taglia! Tralasciamo la possibilità di catturare le piccole ombrine e vediamo come poter fare una battuta mirata ad un bel pesce anche di qualche chilo. Per sfruttare al meglio quelle rare possibilità di catturarla, il periodo migliore è sicuramente il mese di maggio, anche se in Corsica, l'ombrina è presente quasi tutto fanno, escluso i due mesi d'inverno più freddi. Considerando che il mese di Maggio non è caratterizzato da particolari turbolenze, il momento migliore è il classico innalzamento della marea, che in acque basse perdura non più di un'ora ; per cui mano alle tabelle delle maree e cerchiamo di essere puntuali al momento propizio. L'Ombrina si nutre scavando il fondo con il muso protrattile alla ricerca per lo più di vermi ed anellidi. Anche per l'ombrina, come per forata, Il bibi, quello inscatolato per la pesca sportiva si è dimostrato tra le esche più catturanti. Un'altra esca vincente, che ha dato modo di catturare esemplari di taglia interessante, è il coreano innescato a ciuffo. Non potremo effettuare lanci particolarmente lunghi, ma se abbiamo trovato una buca che ci può interessare, il movimento che faranno i coreani sarà sicuramente molto adescante! Per tentare l'ombrina utilizzeremo braccioli abbastanza lunghi. Sul trave di circa un metro e ottanta applicheremo al classico snodo con micro girella, a circa dieci centimetri dal piombo, uno spezzone di fluorocarbon di un metro e mezzo con un diametro dello 0.20, 0.22 la nostra amica non è potente come un'orata, ma sicuramente batte la spigola in energia ed in fase di recupero, a pochi metri dalla riva, compie delle vere e proprie fughe laterali di tutto rispetto. Per gli ami, uno tipo Wormer per il bibi, (altro tipo Longh Shaft per il coreano di dimensioni generose, un numero 4 o un 6: questo non perché (ombrina abbia un apparato boccale potente, ma il particolare muso protrattile su ami di misura più piccola può darci problemi di aggancio. A volte la toccata dell'ombrina è quasi invisibile e ci potremo trovare con il filo del mulinello a bando di parecchi metri. Non ferriamo, è inutile e pericoloso poiché, in questo caso il pesce ha già ingoiato: recuperiamo con attenzione e cura, preparandoci allo fuga finale della nostra preda.







L'orata
Le grosse orate catturate dalla spiaggia, tra le gioie e i dolori di noi praticanti rappresentano il punto di arrivo di una tecnica tutta particolare basata SUII'attesa; l'unica, tra le tecniche, che ci può permettere di non tornare a casa a mani vuote!
Chi non abbia praticatola pesca alle orate, almeno per una volta, alzi la mano e ci dica perché non lo ha mai fatto! La pesca a questo bel pesce, quando è mirata esclusivamente alla sua cattura, richiede prima di ogni cosa tanta pazienza.
Praticata, in quasi tutti i lidi d'Italia, dall'inizio della primavera fino ai primi mesi di giugno e poi ripresa nella tarda estate, fino ad ottobre inoltrato con la speranza di pescarla anche i primi di Novembre, o comunque fino a che il brutto tempo non inizia a pregiudicare le uscite.

L'OCCORRENTE PER CATTURARLA

Per praticare il Surf alle orate sarebbe consigliato l'utilizzo di canne abbastanza lunghe, ad azione semi parabolica, dai quattro metri e trenta in poi. Questa esigenza nasce dal fatto che andremo ad utilizzare sempre finali anche superiori al metro e cinquanta per vincere la sua naturale sospettosità. La bobina del nostro mulinello dovrà contenere almeno trecento metri di un buon 0.20, 0.22 abbinato ad uno shock leader lungo il doppio della canna e realizzato con uno 0.40. Il classico terminale da orata è lo scorrevole. Direttamente sullo shock leader
metteremo un piombo a sfera scorrevole di cento, cento cinquanta grammi, al quale magari precedentemente avremo allargato con il trapano il foro passante. Se si prevedono possibilità di continui incagli, allora andremo ad utilizzare un piombo ,sempre scorrevole, con le ali laterali dello stesso peso. Aggiunto il salva nodo e una girella del n. 22 collegheremo uno spezzone di filo, meglio se fluorocarbon, lungo anche due metri del diametro dallo 0.20 allo 0.25 a cui legheremo un amo a becco d'aquila, tipo Chinu o Beack, del n. 4 o del 6 e di ottima fattura perché il palato fatto a placche ossee è in grado di triturare tutto.

DOVE TROVARLA

L'ambiente naturale per forata dalla spiaggia è sicuramente il "fondale misto', che si diversifica tanto dal fondale misto della roccia. Se dalle rocce il fondale frequentato dalle orate è caratterizzato da spiazzi di sabbia con la presenza di massi, in spiaggia le zone migliori sono caratterizzate dalla presenza sul fondo di tipici "lastroni" di pietra calcarea di varia ampiezza che le mareggiate d'inverno hanno messo alla luce scoprendoli dalla sabbia che li ricopriva. Queste lastre di pietra dagli spessori abbastanza contenuti, o meglio dire i loro bordi, sono gli ambienti preferiti dai paguri, dai piccoli molluschi e dai bibi "naturali", da non confondere con il bibi di allevamento che utilizziamo come esca, tutti alimenti di prim'ordine per la nostra preda! Questo aspetto morfologico è forse (unico che sui fondali sabbiosi rimane sempre invariato. Infatti forata, si pesca sempre nelle stesse zone, con catture più o meno frequenti in base al periodo!

 
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