Le esche - A PESCA IN MARE CON GUIDO

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Le esche

Le esche e il mare
 
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LE ESCHE

L'Americano



Verme molto sanguinolento, si presenta di colore rosa chiaro. Ha la testa a proboscide di colore rosso scuro che il verme estroflette per almeno 2 cm, molto ricco di sangue, e per questo motivo attira i vari predatori presenti nel mare. Saraghi, spigole ed orate non si tirano indietro di fronte ad un buon boccone sanguinolento, ma non sono escluse altre prede forse meno blasonate ma comunque di alto valore alieutico e gastronomico. Si vende in piccole scatole di polistirolo che contengono 4 vermi e della torba al costo di 4 o 5 euro per confezione. Se siete in cerca di grossi predatori consiglio di innescarlo intero, se poi volete far durare più a lungo le vostre esche dividetelo a metà. Qui esiste un trucco per evitare il dissanguamento del verme e la sua relativa perdita di attrattiva per i pinnuti. Prendete l’americano dalla scatola e massaggiatelo con indice e pollice a metà della sua lunghezza. Vedrete il verme assottigliarsi, a quel punto aumentate la pressione e lo vedrete separarsi in due pezzi, magicamente senza perdita di sangue. In questo modo avrete 2 inneschi belli grossi e sanguinolenti. Nel caso fosse necessario conservare dei capi di americano avanzati in una battuta di pesca occorre controllare l’umidità nella scatola, eventualmente versare dell’acqua distillata per ripristinale l’habitat ottimale della specie. Necessita di essere conservato in frigo. Qui il video per imparare ad innescare l'americano.

Il murice

Tutti noi conosciamo il colore porpora, rosso intenso e legato a vecchie tradizioni legate alla tintura delle stoffe. I porporati attualmente sono i cardinali come risultato di un retaggio culturale vecchio di millenni che voleva color porpora le tuniche dei sacerdoti dei vari templi. All'epoca il colore non veniva dato da sostanze di sintesi ma si otteneva da alcuni molluschi che venivano pescati in grande quantità nel mediterraneo. Una volte portati a terra le donne rompevano la conchiglia, portavano a nudo il corpo del mollusco e ne prendevano la sola sacca che conteneva il pigmento. Questa veniva essiccata e solo a processo terminato si otteneva una polvere che era in grado di donare un colore rosso scuro alle stoffe. Oggi il murice (chiamato spesso rancione per il colore che può donare) è un mollusco che spesso i pescatori trovano nelle reti e al quale non viene riconosciuto un grande valore economico o gastronomico. Noi pescatori però possiamo utilizzare questo mollusco a pesca per attirare belle prede ghiotte del boccone saporito. Qualsiasi pesca fate ricordate che la sacca di colore giallo contenente il liquido colorante è la parte più pregiata del mollusco in quanto attira i pinnuti si stazza. Quindi non rompetela o pungetela con l'ago ma fate in modo che la sacca resti integra. Una volta sul fondo i piccoli pesci attaccheranno il murice rompendone la sacca ed il liquido attirerà i pesci grossi. In pratica state pasturando proprio vicino all'esca: il sogno di ogni pescatore. Che voi siate in spiaggia, suglio scogli o in barca ricordate che potete rompere la conchiglia con un martello, ma esiste un trucco per stanare velocemente il murice (se lo avete conservato vivo) senza danneggiarlo. Prendete un accendino e scaldate leggermente la parte finale della conchiglia. Il mollusco uscirà di pochi centimetri per sfuggire al caldo e voi lo avrete a tiro agevolmente senza dovelo prendere a martellate. Ricordate di innescarlo ad un amo non troppo grande e di salvaguardare la sua vitalità, ma rimuovete l'opercolo coriaceo che ne ricopre il piede. Se ne prendete una bella quantità di quelli vivi potete tenerli in una nassa sotto la vostra barca per diversi mesi avendo l'accortezza di lasciar enella nassa una sarda a settimana. Il murice è fenomenale a bolentino e a surf casting, anche se si riscontrano ottime catture anche a pesca a fondo in spot con fondo misto.

COREANO

La prima esche che prendiamo in considerazione è il coreano, sicuramente il verme da esca più venduto al mondo. II coreano è un'anellide dal dorso scuro e dal ventre più chiaro. Ha una discreta consistenza e può raggiungere anche i 20 centimetri di lunghezza. I coreani possono essere acquistati nei negozi di articoli da pesca che vendono esche vive e sono reperibili durante tutto l'arco dell'anno. Viene venduto in scatolette di cartone e conservato in una lettiera formata da alghe oda piccole palline di carta, inumidite con sostanze che ne conservano la vitalità. Viene conservato in frigorifero ad una temperatura compresa tra gli 8° e 10 C°: è meglio comunque se le nostre confezioni sono avvolte in uno straccio umido oppure conservate dentro ad un sacchetto di plastica ben chiuso, in modo che la ventilazione presente nel frigorifero non asciughi eccessivamente le scatole e le lettiere, facendo così deteriorare la nostra esca in tempi brevi. Teniamo presente che operando in questo modo possiamo mantenere vitale la nostra esca anche oltre una settimana, sempre che al momento dell'acquisto i vermi siano in condizioni di "salute"

Impieghi in pesca

Possiamo considerare il nostro verme come un jolly, infatti lo si impiega nella pesca a fondo, nel bolentino, nella pesca con il galleggiante ed addirittura nella piccola traina. Nélla pesca a fondo viene quasi sempre innescato a pezzi oppure con l'apposito ago da vermi: ad esso abbocca un poco di tutto, soprattutto i piccoli pesci di scoglio come tordi, perchie, donzelle, ma anche sparidi in genere. Lo stesso discorso fatto perla pesca a fondo vale per il bolentino, con in più la possibilità di cattura anche di pesci specifici ditale tecnica. Con il galleggiante possiamo innescarlo a piccoli pezzi, "a tutta pesca ",oppuresfruttarlo in notturna, intero, per tentare le spigole nelle zone di corrente, specialmente in autunno ed inverno. Nella piccola traina viene impiegato per catturare le aguglie e le occhiate che fungeranno successivamente come pesci esca. Trainando con il coreano nei tratti di foce però, non sono da escludere le catture anche di spigole (fidatevi del consiglio!).


MEGLIO L'ACQUA DOLCE

Quando pensiamo che la lettiera dei coreani si. un poco troppo asciutta potrebbe essere opportuno inumidirla, ma attenzione: facciamolo solamente con acqua dolce. Se usassimo infatti l'acqua di mare si correrebbe il rischio di peggiorare la situazione, poichè evaporando, l'acqua lascerebbe un residuo salino che non fa certo bene ai nostri vermi.

Arenicola


È un verme che si trova dappertutto nella sabbia o nei famosi sabbioni e che ovunque funziona.
Si innesca con un apposito tubicino che permette di vestire anche parte del bracciolo. Questo innesco su un amo n°8 a gambo lungo e un finale lungo un metro è quanto di più classico e collaudato possa esistere. Di notte, col mare poco mosso, con le marmore non hai rivali. Ma se di solo marmore si tratta, allora può essere necessario un incentivo. A volte per l’orata basta abbondare nell’innesco, oppure proporla in un amo alto, legato ad un bracciolo meno lungo, ma su di un amo a gambo corto, magari diminuendo la distanza di lancio.    
  





Calamaro

Si tratta dell’esca bianca per eccellenza. Adatta soprattutto per i pezzi più grossi, saraghi e spigole. Si usa praticamente tutto, dai tentacoli al mantello e pure la testa. Si innesca addirittura     tura  intero se non è molto grande. Di norma si usa a piccole trance per cui il risultato è un bocconcino abbastanza consistente che crea problemi al bracciolo durante il recupero. Per evitare i seguenti grovigli è quindi indispensabile recuperare più tosto lentamente. Il calamaro funziona benissimo in primavera, ma anche durante il resto della stagione se il mare è sufficientemente mosso.


Raccogliere l'Arenicola da soli
L'esca rossa è un anellide utilissimo a pesca che nasce e cresce in poche zone della penisola (leggi articolo). Per tutto l'anno ma in particolare nei mesi estivi è l'unico modo per attirare all'amo i nostri amati pinnuti, tanto è vero che mormora fa rima quasi esclusivamente con arenicola. L'unico problema che presenta questo verme è il costo, visto che in italia ci vengono chiesti dai 5 agli 8 euro per una vaschetta contenente circa 6 capi (a volte 8) di esca rossa a volte manco troppo grande. Ecco quindi che vi riporto le parole di un sub pescatore di esca rossa che ci ha scritto il metodo per raccogliere da soli l'esca rossa, e quindi ridurre drasticamente il costo delle nostre pescate. Occorre munirsi di bombole e muta, in estate la muta pare non sia necessaria, e immergersi in una spiaggia di sabbia vulcanica e ricca di residui organici, che poi sono il cibo delle nostre arenicole. Queste zone in genere si trovano in prossimità delle scogliere o in zone di misto dove si crea molta sostanza organica e la sabbia è ricca di materiale in decomposizione.
Portate con voi una paletta di plastica rigida con la quale smuovere la sabbia del fondo. Improvvisamente vedrete qualcosa guizzare nella sabbia e scappare via, avete visto la vostra prima esca rossa. Raccoglietela e mettetela in una retina a maglie strettissime o un sacchetto di stoffa ed attenti che nel corso dell'immersione non vi scappi. Una volta a riva metettela in un contenitore di polistirolo o comunque isolante con pochi centimetri di sabbia e molta acqua. Potrete conservarla cosi a lungo se ciclicamente avrete cura di cambiare l'acqua e se la temperatura interna al contenitore sarà di circa 20°C. Se siete pratici di immersioni in apnea potrete anche fare a meno delle bombole, ma la vostra ricerca potrebbe essere faticosa se trovate le arenicole a profondità maggiori di 2 metri.


Saltarello
Presentazione

Gli Anellidi possiamo definirli i veri mattatori delle esche, infatti il loro utilizzo lo possiamo definire universale, in quanto sono apprezzati da qualsiasi specie di pesci e in modo particolare da quelle che vivono sul fondo, labridi e sparidi in primis. Essi si suddividono in Oligocheti e Policheti. I policheti sono anellini per lo più tutti marini a differenza degli Oligocheti, e sono a loro volta distinti in Sedentari ed Erranti. Tutti gli anellidi, sia i policheti che gli oligocheti vengono comunemente chiamati Lombrichi ( per la loro somiglianza al lombrico di terra ) o Vermi, e sono caratterizzati dall’avere un corpo di forma cilindrica, suddiviso in tanti anelli. Gli Anellidi il cui utilizzo per la pesca in mare risulta più proficuo sono i Policheti sia erranti che sedentari. Riconoscere i vari tipi di Anellidi è sicuramente una operazione molto difficile, che solo zoologi specialisti sarebbero capaci di fare, pertanto eviterò tale trattazione limitandomi a fornire indicazioni generali circa le loro caratteristiche, la loro reperibilità, le modalità di conservazione, il loro utilizzo ottimale.

Caratteristiche

E’ un Anellide di colore variabile a seconda della zona e del tipo di terreno in cui, con colorazioni variabili dal rosso spento al rosato, con riflessi fosforescenti; la sua lunghezza tipica varia dai 10 ai 15 cm ed è caratterizzato da una notevole e durevole vitalità. Il saltarello nostrano è molto diffuso nella laguna veneta e nella zona del Polesine, in particolare nei pressi di Chioggia. E’ inoltre facilmente reperibile nelle lagune costiere e alle foci di alcuni fiumi, in particolare dove il terreno è costituito da sabbia e strati di alghe e pietrisco.
Recupero

Per poterli recuperare è necessario scavare in questi luoghi delle buche profonde da 15 a 30 cm, raccogliere palate di terreno e setacciarle velocemente perché questi vermi sono molto veloci e riescono facilmente a sfuggire. E’ possibile anche reperirlo in alcuni negozi di pesca, ma data la sua grande validità in pesca, il suo costo è elevato.
Conservazione

Questi vermi possono essere conservati in una cassetta di legno o in un vecchio cappello di feltro, insieme allo stesso terriccio dal quale sono stati prelevati ed eventualmente un po’ di alghe inumidite. Se correttamente conservato lo si può mantenere in vita per settimane.
Temperatura di Conservazione: da + 8° a +12°
Tecnica di Impiego

Il suo impiego maggiore è nella pesca di attesa come ad esempio la pesca di fondo effettuata nei porti, surf casting o beach ledgering dalla costa e dalle scogliere per insidiare orate, saraghi, mormore, occhiate, spigole. Può essere impiegato con successo anche nella pesca con galleggiante e nella pesca dalla barca ai pesci di passo e a quelli stanziali; non va bene per il pesce azzurro da corsa quali aguglie, lanzardi, sgombri che in genere preferiscono l’esca bianca ai vermi.
Innesco

Va innescato solo per pochi centimetri e a partire dalla testa, intero, lasciando un pezzo libero dall'amo oppure appuntato solo per la testa; nella pesca di piccoli esemplari invece, verrà suddiviso in pezzi.
Periodo di Impiego

Tutto l’anno. Grazie ai suoi riflessi fosforescenti è un ottima esca da utilizzarsi per la pesca notturna.
Prede

Orate, Saraghi, Mormore, Occhiate, Spigole e pesci di scoglio.


Muriddu
Caratteristiche

E’ un verme marino caratterizzato da un corpo robusto, una colorazione rosso sangue tendente al bruno, e la sua lunghezza tipica varia da 8 a 10 cm con esemplari massimi di 12 cm. A differenza di altri anellidi simili, come ad esempio la tremarella, il muriddu è poco mobile una volta innescato all’amo e il suo potere attirante è dovuto essenzialmente agli umori sapidi emessi una volta infilato sull’amo. Il muriddu vive negli stessi luoghi in cui colonizza la tremolina, pertanto è molto diffuso lungo le coste Romagnole e nella laguna veneta, agli argini delle foci che sboccano su litorali bassi e arenosi, dove il terreno è costituito da detriti, strati di conchiglie, alghe morte, sabbia e fanghi ricchi di materiale organico in decomposizione che conferiscono al terreno un colore grigio o nero.
Recupero

Nei luoghi in cui vive è necessario scavare delle buche molto profonde, da 40 a 70 cm, e nei mesi più freddi fino ad oltre 1 metro. La stagione meno indicata per l’approviggionamento e la conservazione del muriddu è la primavera: infatti in primavera il muriddu è in riproduzione, diventa fragile e si segmenta facilmente. Inoltre il muriddo è tra i vermi più facilmente reperibili in negozi di pesca a prezzi contenuti.

Conservazione

Va conservato come la tremolina preferibilmente in scatole di cartone o di legno; ciò che cambia è il materiale in cui va conservato, che deve essere costituito da fango, sabbia, frammenti di conchiglie, alghe e pezzetti di legno raccolti nel loro habitat. La scatola deve essere avvolta con uno straccio umido e conservata in un luogo fresco oppure direttamente in frigorifero ad una temperatura media di circa 10° ( che è la temperatura ideale per la conservazione di tutti gli anellidi ). In queste condizioni, se integri e ben inumiditi, potranno conservarsi per diversi giorni.
Temperatura di Conservazione: Da + 5 a 12°.
Tecnica di Impiego

Può essere utilizzato con tutte le tecniche di pesca dalla costa, ma anche nella pesca dalla barca in particolare su fondali alti. Infatti nella pesca di fondo ( Beach Ledgering e Surf Casting ) può essere usato con successo per insidiare saraghi, mormore e orate; ma è anche preferito dai pesci bianchi di mezzo fondo quali boghe e menole.
Innesco

Può essere innescato intero per insidiare grossi pesci o a pezzi.
Periodo di Impiego

Tutto l’anno
Prede

E’ una delle poche esche polivalenti.


Tremolina francese
Caratteristiche

La nereis diversicolor volgarmente chiamata tremolina francese, e’ un anellide semicilindrico molto tenero di colore rosso mattone con sfumature bruno olivastre. Ottima per tutti i pesci di scoglio e sabbia. E’ particolarmente indicata per la pesca dei cefali in acque salmastre.
Conservazione e reperibilità

+8 +10 dura circa 5/7 giorni se ottimamente conservata Reperibile tutto l’anno.

Tecnica di Impiego

Pesca dalla costa sia nella pesca a fondo che in quella a galleggiante ed anche nel bolentino costiero. Essendo un verme molto fragile, non è possibile utilizzarlo con la tecnica di Surf Casting.
Innesco

Innesco a partire dalla testa in modo da lasciare la coda liberta di muoversi liberamente. Per insidiare pesci di grossa taglia vengono innescati più esemplari a grappolo, mentre può essere usata a pezzi per pesci di piccola taglia.
Periodo di impiego

Tutto l’anno.
Prede

Cefali, Labridi, Sparidi e tutti i pesci di scoglio.


Tremolina veneziana
Caratteristiche

La nereis diversicolor volgarmente chiamata tremolina veneziana, e’ un anellide semicilindrico molto tenero di colore rosso mattone con sfumature bruno olivastre . Ottima per tutti i pesci di scoglio e sabbia. E’ particolarmente indicata per la pesca dei cefali in acque salmastre.

Conservazione e reperibilità

+10 +12 dura circa 5/7 giorni se ottimamente conservata Reperibile da marzo a novembre
Tecnica di Impiego

Pesca dalla costa sia nella pesca a fondo che in quella a galleggiante ed anche nel bolentino costiero. Essendo un verme molto fragile, non è possibile utilizzarlo con la tecnica di Surf Casting.

Innesco

Innesco a partire dalla testa in modo da lasciare la coda liberta di muoversi liberamente. Per insidiare pesci di grossa taglia vengono innescati più esemplari a grappolo, mentre può essere usata a pezzi per pesci di piccola taglia.
Periodo di impiego

Tutto l’anno.
Prede

Cefali, Labridi, Sparidi e tutti i pesci di scoglio.


Bibi asiatico o francesino
Caratteristiche

E’ un verme marino caratterizzato da un corpo piuttosto rigido, simile ad un sigaro rigato, una colorazione bianco crema con riflessi iridescenti, e la sua lunghezza tipica è pari a 10 – 12 cm con un diametro a volte anche superiore ad 1 centimetro e mezzo. Il Bibi è diffuso lungo buona parte dei litorali italiani con zone di maggiore concentrazione situate nei bacini dell’Italia centro-settentrionale, in particolare lungo le coste adriatiche che vanno dal Veneto alle Marche, lungo gli argini delle foci che sboccano su litorali bassi e arenosi, dove il terreno è costituito da detriti, strati di conchiglie, alghe morte, sabbia e fanghi ricchi di materiale organico in decomposizione che conferiscono al terreno un colore grigio o nero. Ottime sono le zone paludose e lagunari della pianura padana attorno alle foci del Po per il tipo di terreno ivi presente.

Recupero

Il Bibi vive sui fondali arenosi ad una certa profondità, per cui risulta un verme di difficile reperibilità, quindi non è facilmente reperibile con la stessa facilità ovunque. La sua diffusione è maggiore lungo le coste dell’Adriatico settentrionale e del Tirreno centrale. Nei luoghi in cui vive si costruisce degli involucri ( simili ai favi d’alveare ), che spesso, dopo le mareggiate si possono ritrovare piaggiati lungo le coste sabbiose. La maniera più semplice per reperirlo è nei negozi di pesca specializzati,ed il suo costo risulta essere elevato.
Conservazione

In frigorifero o in luogo fresco ad una temperatura media di 12°.
Temperatura di Conservazione: Da +8° a +16°
Tecnica di Impiego

Il Bibi è molto usato nella pesca a fondo dalla costa ( specialmente nel Surf Casting ) per insidiare pesci di grossa taglia quali spigole, orate e mormore; infatti le dimensioni di questo verme lo rendono non appetibile per i pesci di piccola taglia. Viene usato in modo efficace anche per armare palamiti e nel bolentino su fondali molto alti, per la pesca di grossi sparidi, scorfani e triglidi. Infatti i riflessi iridescenti e la sua colorazione biancastra lo rendono ben visibile anche su alti fondali, dove la luce filtra con difficoltà.
Innesco

L’innesco può essere fatto sia intero ( utilizzando per semplicità un ago reperibile presso i negozi di pesca specializzati ) sia a pezzi ( in questo caso beneficeremo di un ulteriore richiamo generato dal diffondersi in acqua dei suoi umori ).
Periodo di Impiego

Tutto l’anno ed in particolare nella pesca di notte.
Prede

Sicuramente i pesci più ghiotti di questo verme sono i grossi esemplari di orata, ma è preferito anche da saraghi e ombrine.


Bibi veneziano o Bibi di Venezia
Caratteristiche

Lo sipunculus nudus è un anellide dal corpo tozzo ed elastico dalla colorazione rosa tenue che diventa di colore bruno on l’aumentare della taglia.
Ha riflessi iridescenti che lo rende irresistibile, è ideale per pesci di grossa taglia soprattutto per le orate.
Data la sua consistenza può essere lanciato con zavorre molto pesanti.

Conservazione e reperibilità

Temperatura di conservazione: +14  +16  dura circa 1 settimana se ottimamente conservata.
Reperibile tutto l’anno
Tecnica di Impiego

Ideale per bolentino, surf casting e nella pesca a palamito. Va innescato intero o a pezzi
Guida all'innesco

Intero o a pezzi su ami dal 6 in su a gambo medio lungo. Nel surf casting si innescano interi gli esemplari medio- piccoli (6 -12 cm.), mentre quelli più grandi si possono tagliare in due parti avendone preventivamente sigillate le estremità con il filo elastico per preservare la fuoriuscita del liquido. Per le altre tecniche lo si usa a pezzi o a strisce, sia fresco che conservato. Si possono usare ami dal 6 in su a gambo medio lungo.
Prede

Sicuramente i pesci più ghiotti di questo verme sono i grossi esemplari di orata, ma è preferito anche da saraghi e ombrine.


Bigattino: la larva della mosca carnaria
Caratteristiche

Il Bigattino, ovvero la larva della mosca carnaria (noto anche come cagnotto, bachino, raparino, pinkies) , inizialmente utilizzato come esca solo nelle acque interne, è oramai una delle più usate anche per la pesca in mare, durante tutto l'anno. Sin dall’inizio, quando questa larva ha cominciato ad essere impiegata come esca nelle acque interne, ha fatto parlare di sé, sia in modo positivo che negativo. Cominciamo ad analizzare i lati positivi. E’ un esca facilmente reperibile in tutti i negozi di pesca, al contrario di altre esche, ed il suo costo risulta essere relativamente basso (intorno ai 6 Euro il Kg).


Inoltre, cosa fondamentale, molte specie ittiche gradiscono questa larva e sono fortemente attratte dalla pastura a base di bigattini, da quelle più ricercate come spigole, orate e saraghi, a quelle più comuni come muggini, occhiate e aguglie. Il Bigattino può essere impiegato in mare con varie tecniche di pesca, sia pescando in superficie o a mezz’acqua con il galleggiante, sia pescando a fondo (legering) con o senza un pasturatore. Uno dei lati più interessanti e affascinanti della pesca col Bigattino, è la necessità di utilizzare dei terminali di diametro molto sottile (0.08 0.10 0.12) per conferire massima naturalezza e libertà di movimento all’esca, il che ci obbliga ad un grande impegno tecnico per riuscire a salpare le nostre prede. Veniamo ai lati negativi. Vi sono delle persone che affermano che i Bigattini ingoiati dai pesci uccidano gli stessi perforandone lo stomaco; questa ipotesi sarebbe plausibile se i Bigattini avessero enormi riserve di ossigeno, in realtà è ben noto che la loro resistenza in acqua pur essendo lunga è comunque limitata, infatti dopo qualche lancio e necessario sostituirli. Personalmente, ma non sono l’unico, non credo che i Bigattini uccidano i pesci, infatti essi oltre a morire per mancanza di ossigeno, una volta nello stomaco del pesce vengono attaccati dai succhi gastrici; per rendercene conto basta pensare che alcuni pesci digeriscono persino granchi, ricci, oloturie e bivalvi. Sicuramente però, un utilizzo spropositato di Bigattini in uno stesso luogo di pesca riesce a condizionare le abitudini alimentari dei pesci costringendo il pescatore all’utilizzo di queste larve perché le altre esche tradizionali verrebbero sistematicamente ignorate. Una cattiva abitudine è quella di abbandonare sul luogo di pesca bigattini morti o non utilizzati, perché dopo qualche settimana quelle larve diventano mosche. Altro lato negativo dell’uso del Bigattino consiste nell’alta percentuale di novellame (spigole, orate, saraghi sottomisura) che molti purtroppo non hanno l’accortezza di slamare accuratamente e rimettere in acqua, provocando delle vere e proprie stragi.
Conservazione

I Bigattino possono essere conservati in frigorifero ad una temperatura compresa tra 0° e 4°, evitando che all'interno del contenitore si formi umidità.
Colore

Il bigattino è disponibile sia normale che colorato.
Tecnica d'impiego

A fondo e a mezz'acqua con galleggiante
Prede

Esca polivalente


Americano
Caratteristiche

Questo verme ha un corpo elastico, di colore rosa tendente al rosso in prossimità della coda, ed una lunghezza che può arrivare fino a 50 cm. Gli americani lo chiamano Blood worm perché una volta innescato lascia uscire molto sangue, che spandendosi in acqua funge da efficacissimo richiamo per i pesci.

Recupero

Viene venduto in vaschette di polistirolo, la sua reperibilità non è semplice ovunque.
Conservazione

La conservazione avviene in frigorifero o comunque in luogo fresco ad una temperatura piuttosto bassa. Non può essere conservato a lungo perché essendo piuttosto fragile, si lacera facilmente e il sangue che fuoriesce tende ad imputridire velocemente. Temperatura di Conservazione Da 6° a 10°
Tecnica di Impiego
Può essere utilizzato con successo con molte tecniche di pesca, anche se sarebbe preferibile utilizzarlo per insidiare i pesci di taglia più grande, in particolare spigole, orate, mormore ed ombrine. Di solito è preferibile utilizzare finali del tipo Long-arm oppure con finale terminale e piombo scorrevole sul trave.
Innesco

Può essere innescato intero ma , data la sua lunghezza, ciò risulta piuttosto improbabile. Quando viene utilizzato a pezzi, bisogna avere l’accortezza di suddividere a priori il verme in 2 o 3 parti, legandolo con del filo di cotone sottile come una serie di salsicce, per evitare che tutto il sangue fuoriesca dalle parti non utilizzate rendendole meno appetibili.
Periodo di Impiego

Tutto l’anno, in particolare in autunno ed inverno.
Prede

Spigole, orate, mormore ed ombrine.

Koreano o verme coreano o cinese o saltarello coreano
Caratteristiche

La PERINEREIS AIBUHITENSIS volgarmente chiamata saltarello coreano, e' un anellide semicilindrico dai bordi cigliati. Ha una lunghezza di circa 5/15 cm, un colore che varia dal rosso bruno al verde, e la sua caratteristica principale e' la grande vivacita', che mantiene anche dopo l'innesco sull'amo. Questa sua caratteristica lo rende molto appetibile da tutti i tipi di pesce ma soprattutto da quelli che amano stazionare a mezz'acqua.

Conservazione e reperibilità

Il verme coreano e' molto facile da conservare, basta metterlo in un comune frigorifero di casa. Cosi' facendo si puo' mantenere vivo anche per piu' di due settimane. Viene venduto in scatolette contenenti circa 10/20 pz,. ed e' facile da reperire in tutti i negozi di pesca in qualsiasi periodo dell'anno.
Tecnica di Impiego

Dato il rapporto quantita'/prezzo e' sicuramente l'esca piu' usata in tutti i tipi di pesca, dal Surfcasting al Bolentino, dalla pesca a fondo a quella col galleggiante. Ottimo per la pesca delle spigole nei porti e alla foce dei fiumi e per le orate dalle scogliere.
Innesco

Molto facile da innescare, si puo' usare sia intero che a pezzi. Non necessita' dell'utilizzo dell'ago da innesco. Utilizzato in foce per la pesca alla spigola, molto spesso si usa appena appuntarlo per simulare l'innesco di una cechetta.
Prede

Quasi tutte le specie di pesci delle nostre acque.


Verme di Rimini
Caratteristiche

E’ un anellide serpentiforme, molto robusto, di colorazione rosso violacea con riflessi iridescenti sui fianchi e sul ventre, la cui lunghezza massima può raggiungere i 2 – 3 metri e il cui diametro massimo i 3 cm. Questo tipo di verme vive sui fondali costieri profondi da 1 a 15 metri, composti di rocce miste ad alghe e fango, dove conduce una vita sedentaria in una tana ad U molto profonda, nutrendosi di molluschi e piccoli crostacei e altri organismi bentonici. E’ molto diffuso lungo le coste del tirreno meridionale, pugliesi e calabresi. In Puglia è chiamato Vermella o Vermata.

Recupero

Utilizzando una piccola barca spinta a remi, utilizzando una cassetta cilindrica con la base in vetro necessaria a guardare il fondale usata per catturare i polpi, una volta individuato il verme, lo si attira fuori dalla sua tana usando del brumeggio costituito da pesce putrefatto. Una volta che il verme è uscito dalla tana lo si afferra in almeno 2 parti con un laccio e lo si porta velocemente a bordo facendo attenzione a non forzarlo. Complessivamente l’azione di cattura è piuttosto difficile, come anche la sua conservazione. Può essere acquistato nei negozi di pesca specializzati, il suo costo è elevato, ma le soddisfazioni sono garantite.
Conservazione

Viene conservato in una bacinella riempita di acqua marina, in frigorifero. Potremo staccare il pezzo che intendiamo utilizzare nella battuta di pesca e congelare la parte rimanente che si conserverà inalterata anche per molto tempo.
Temperatura di Conservazione : da +8° a +12°
Tecnica di Impiego

Viene impiegato con successo nel Surf Casting poiché durante il lancio e nell’impatto con l’acqua non si sfila dall’amo, data la sua robustezza. La sua caratteristica di fosforescenza lo rendono molto efficace nella pesca condotta nelle ore notturne e su fondali alti dove la luce penetra con difficoltà. La sua caratteristica è anche quella di sanguinare continuamente una volta spezzato, realizzando un forte potere attirante per tutti i pesci di grossa taglia. Le catture più frequenti riguardano grossi saraghi, gronghi, spigole, orate, dentici e tutti i pesci di fondo.
Innesco

Quando lo utilizziamo cominceremo a tagliarlo dalla coda, perché così esso rimarrà vivo fino a quando non si utilizzeranno le parti più prossime alla testa. Tagliato il pezzo da innescare lo si infilza sull’amo calzandolo almeno 2 volte per assicurare la tenuta sul lancio.
Prede

Tutti i pesci di fondo, in particolare quelli di grossa taglia.


Verme di sabbia
Caratteristiche

La Nereis Virens chiamata anche ragworms è un’esca semicilindrica di colore rosso-verdastro simile ad una grossa tramolina ma leggermente più dura. Ideale per la pesca di scoglio

Conservazione e reperibilità

Temperatura: +6°/+8°; dura circa 1 settimana se ottimamente conservata; reperibile tutto l’anno.
Tecnica di Impiego

Surfcasting, bolentino, galleggiante.
Prede

Saraghi ed in genere pesci di scoglio.


Granchietto
Caratteristiche

I Granchi sono caratterizzati da un addome piccolo, laminare e ripiegato contro il torace; hanno il cefalotorace voluminoso, rivestito da un carapace durissimo. Esistono molte specie di Granchi che vivono nelle sabbie e nelle scogliere, ma il più utilizzato dal punto di vista della pesca sportiva come esca ed anche come crostaceo commestibile, è il Granchio Carcino (Carcinus moenas). Questo tipo di Granchio vive prevalentemente sulla scogliera, ma lo si trova anche sui fondali melmosi e fangosi dei porti; è caratterizzato da un dorso di colore grigio verdastro mentre il ventre è di colore bianco giallastro. Il Carcino come tutti i crostacei, è soggetto a muta periodica, infatti da marzo a giugno e da settembre a novembre, la sua corazza si spacca sul dorso e l’animale resta molle e indifeso fino a quando il guscio corazzato non si riforma. In questo periodo molto critico per il crostaceo, esso rimane al riparo in una cavità della scogliera, essendo esposto a tutti i pericoli.

Recupero

Questo tipo di Granchio vive prevalentemente sulla scogliera, ma lo si trova anche sui fondali melmosi e fangosi dei porti. Per procurarci dei Granchi Carcini, dovremo utilizzare una piccola nassa a forma di bottiglia, riempita di mitili spezzati oppure con pezzi di pesce e calata nelle acque di un porto o porticciolo; non conviene calarle tra gli scogli perché, la nassa si riempirebbe di scappa-scappa (Pachygrapsus marmoratus) che non sono utili allo scopo.
Tecnica di Impiego

Per l’utilizzo come esca nella pesca in mare, a noi serve un Granchio che abbia effettuato da poco la muta, perché la sua morbidezza è molto ricercata da saraghi e orate; comunque anche il Granchio in condizioni normali può essere utilizzato con successo nella pesca di polpi e seppie.
Innesco

L’innesco può essere fatto in vari modi: un metodo è quello di fare passare l’amo tra le due giunture delle zampe laterali del Granchio privato delle chele, un altro metodo consiste nell’innescare l’amo sotto il carapace longitudinalmente senza alterare il granchio ed effettuando poi una legatura di amo e carapace insieme lasciando libere le zampe su entrambi i lati.
Prede

Quasi tutte, in prevalenza di grossa taglia.


Cordella

Presentazione

Gli Anellidi possiamo definirli i veri mattatori delle esche, infatti il loro utilizzo lo possiamo definire universale, in quanto sono apprezzati da qualsiasi specie di pesci e in modo particolare da quelle che vivono sul fondo, labridi e sparidi in primis. Essi si suddividono in Oligocheti e Policheti. I policheti sono anellidi per lo più tutti marini a differenza degli Oligocheti, e sono a loro volta distinti in Sedentari ed Erranti. Tutti gli anellidi, sia i policheti che gli oligocheti vengono comunemente chiamati Lombrichi ( per la loro somiglianza al lombrico di terra ) o Vermi, e sono caratterizzati dall’avere un corpo di forma cilindrica, suddiviso in tanti anelli. Gli Anellidi il cui utilizzo per la pesca in mare risulta più proficuo sono i Policheti sia erranti che sedentari. Riconoscere i vari tipi di Anellidi è sicuramente una operazione molto difficile, che solo zoologi specialisti sarebbero capaci di fare, pertanto eviterò tale trattazione limitandomi a fornire indicazioni generali circa le loro caratteristiche, la loro reperibilità, le modalità di conservazione, il loro utilizzo ottimale.

Caratteristiche

E’ un verme molto lungo e voluminoso.
Recupero

In negozio è reperibile solo in primavera ed estate.
Conservazione

Non occorre tenerlo in frigorifero.
Temperatura di Conservazione: da +20° a + 25°
Tecnica di Impiego

Può essere usato nella pesca a fondo sia con zavorre leggere che pesanti ( Beach ledgering e Surf casting )
Innesco

Viene utilizzata a pezzi cominciando dalla coda per mantenerlo vivo più a lungo. Spesso lo si preferisce innescare assieme ad un pezzo di arenicola che lo rende davvero micidiale.
Periodo di Impiego

Primavera ed Estate.
Prede

Saraghi, orate, mormore e tutti i pesci di fondo.


Cannolicchi

Presentazione

I Molluschi sono animali caratterizzati dal corpo molle, con conchiglia esterna, interna o assente. I Molluschi di nostro interesse sono marini e possiamo suddividerli in due gruppi: Molluschi Bivalvi quelli forniti di conchiglia esterna, e Molluschi Cefalopodi che invece sono privi di conchiglia o forniti di conchiglia interna. Tra i Molluschi Bivalvi, sono utilizzati come esca il Mitilo o Cozza, il Cannolicchio, il Fasolare e la Murice; tra i Molluschi Cefalopodi, quelli utilizzati come esca sono il Calamaro, il Totano, la Seppia e il Moscardino. Tutti questi Molluschi possono essere impiegati con ottimi risultati, con le diverse tecniche di pesca sia da terra sia dalla barca, per insidiare quasi tutti i pesci delle nostre acque.


Caratteristiche

Col nome toscano di Cannolicchio si indicano diverse specie di Molluschi Bivalvi aventi una conchiglia allungata a manico di rasoio da cui sporgono il piede da una estremità e i sifoni dall’altra, che vivono sui fondali litoranei con sabbia fine.
Recupero

Catturare i Cannolicchi non è cosa facile in quanto vivono sulla sabbia con i soli sifoni sporgenti all’esterno, e sono dotati di una velocità di scavo notevole che gli permette di insabbiarsi molto velocemente, rendendo quasi impossibile la loro cattura con le mani. Il metodo più semplice per procurarseli e quello di cercarli sulle spiagge sabbiose dopo una violenta mareggiata.
Innesco

L’innesco è molto semplice, e consiste nell’infilare il mollusco liberato dalla conchiglia, su di un amo grosso, preferendo un terminale tipo Long Arm basso. Nel Surf Casting, dopo l’innesco lo si lega con del filo sottilissimo in modo da renderlo più resistente alla violenza del lancio a cui sarà sottoposto.
Prede

Questi Molluschi sono preferiti soprattutto dall’ombrina e dalla mormora.
Tecnica d'impiego

A fondo e  tecnica del surf casting.

Sardina

La sardina è un’esca molto utilizzata perché pesca di tutto, è facilmente reperibile e costa pochi soldi. Si innesca normalmente a trance, legate con il filo elastico sull’amo, oppure intera. È un esca che funziona anche alla lunga perché la carne perde in acqua parte dell’abbondante quantità di grasso, creando una specie di brumeggio.


 

Detto che le esche fresche danno sempre dei risultati migliori di quelle conservate,  vediamo come, in caso di necessità,  si possono trattare ed impiegare con successo anche dopo diverso tempo dall’approvvigionamento.  Il sistema tradizionale è più antico è quello di mettere le esche sotto sale.  Un sistema ancora valido che però crea diversi problemi, specie a chi non ha molto tempo da dedicare oppure spazio sufficiente a disposizione. Attualmente la soluzione più sbrigativa, e più comoda, è in definitiva quella che intacca meno le caratteristiche dell’esca è il congelamento. È chiaro che non tutte le esche devono subire lo stesso tratta mento, pero è valida la regola di pulirle prima che siano congelate. Ad esempio il muggine deve essere prima squamato e solo successivamente si ripongono nel freezer i filetti laterali. Il cannolicchio va privato delle valve e di tutta la parte molle che non servirà nell’innesco. Questa pulizia si rende necessaria per che bene o male le carni, dopo il congelamento, perdono un po’ di consistenza e mal sopportano ulteriori trattamenti. A volte risulta indispensabile per l’utilizzo di certe esche che per via della loro fragilità sono allergiche al lancio. Cosa vuol dire? In poche parole esistono dei bocconcini che assumono cuna certa consistenza solo dopo il congelamento, consistenza che risolve qualsiasi problema di tenuta nel lancio. Il cannolicchio per esempio resiste al lancio solo perché viene legato sul amo dal filo elastico. Ma come fare altrimenti? L’unica possibilità è appunto quella di irrigidirlo con il freddo. La soluzione migliore è quella di pulire il cannolicchio fresco, innescarlo con un amo ed un bracciolo proporzionati e conservare il tutto nel freezer. Il cannolicchio è chiaramente solo un esempio, questo sistema è applicabile a quasi tutte le esche che hanno problemi di tenuta all’amo nel lancio. Un altro metodo di conservazione è quello dell’acqua bollente. Questo sistema però ha un’efficacia limitata nel tempo, diciamo che allunga la vita dell’esca fresca. Si tratta di far passare per alcuni istanti l’esca, ad esempio il solito cannolicchio, nell’acqua bollente. Poi, una volta raffreddata, la si conserva in frigorifero. Questo trattamento oltre ad allungare la vita all’esca è di circa il doppio, normalmente rassoda le carni a tutto vantaggio di un innesco e un lancio più sicuro.


 

Le esche e il freddo

Detto che le esche fresche danno sempre dei risultati migliori di quelle conservate,  vediamo come, in caso di necessità,  si possono trattare ed impiegare con successo anche dopo diverso tempo dall’approvvigionamento.  Il sistema tradizionale è più antico è quello di mettere le esche sotto sale.  Un sistema ancora valido che però crea diversi problemi, specie a chi non ha molto tempo da dedicare oppure spazio sufficiente a disposizione. Attualmente la soluzione più sbrigativa, e più comoda, è in definitiva quella che intacca meno le caratteristiche dell’esca è il congelamento. È chiaro che non tutte le esche devono subire lo stesso tratta mento, pero è valida la regola di pulirle prima che siano congelate. Ad esempio il muggine deve essere prima squamato e solo successivamente si ripongono nel freezer i filetti laterali. Il cannolicchio va privato delle valve e di tutta la parte molle che non servirà nell’innesco. Questa pulizia si rende necessaria per che bene o male le carni, dopo il congelamento, perdono un po’ di consistenza e mal sopportano ulteriori trattamenti. A volte risulta indispensabile per l’utilizzo di certe esche che per via della loro fragilità sono allergiche al lancio. Cosa vuol dire? In poche parole esistono dei bocconcini che assumono cuna certa consistenza solo dopo il congelamento, consistenza che risolve qualsiasi problema di tenuta nel lancio. Il cannolicchio per esempio resiste al lancio solo perché viene legato sul amo dal filo elastico. Ma come fare altrimenti? L’unica possibilità è appunto quella di irrigidirlo con il freddo. La soluzione migliore è quella di pulire il cannolicchio fresco, innescarlo con un amo ed un bracciolo proporzionati e conservare il tutto nel freezer. Il cannolicchio è chiaramente solo un esempio, questo sistema è applicabile a quasi tutte le esche che hanno problemi di tenuta all’amo nel lancio. Un altro metodo di conservazione è quello dell’acqua bollente. Questo sistema però ha un’efficacia limitata nel tempo, diciamo che allunga la vita dell’esca fresca. Si tratta di far passare per alcuni istanti l’esca, ad esempio il solito cannolicchio, nell’acqua bollente. Poi, una volta raffreddata, la si conserva in frigorifero. Questo trattamento oltre ad allungare la vita all’esca è di circa il doppio, normalmente rassoda le carni a tutto vantaggio di un innesco e un lancio più sicuro.


Altre esche
Cozza,gamberetti,
paguro.

 

Seppia,calamaro,polpo

cominciamo dalle ventose più grosse per scendere in giù fino alle più piccole. La parte estremamente sottile del tentacolo, che sarebbe inutilizzabile, si asporta e si getta.
Tolte le ventose, lo spellamento dei tentacoli risulta certamente più facile aiutandosi ancora col coltello. Ora abbiamo a disposizione un'esca bianchissima dalla quale sia dalla testa, sia dai tentacoli, si ottengono appetitosi bocconi.
Il polpo crudo, che io preferisco, tende a gonfiarsi allorché è immerso in acqua, e di ciò occorre tenere conto quando tagliamole singole porzioni che costituiscono i bocconi. Invece il polpo scottato mantiene le proprie dimensioni anche dopo l'immersione in mare. La testa va aperto c distesa su un tagliere; se ne

traggono strisce lunghe cm 5/6 e larghe mm 5/6 nel caso si adoperino ami da palamito a gambo lungo (Mustad qual. 2315) n° 13. Il tentacolo deve essere tagliato a tocchi di giusta lunghezza e poi ognuno di questi deve ancora venire suddiviso longitudinalmente in due, tre o anche quattro parti.
Per il sarago conviene coprire bene l'amo facendo risalire su per esso le strisce d'esca come fossero altrettanti vermi.
Anche per quanto riguarda la seppia e il calamaro i bocconi si traggono sia dal corpo sia dai tentacoli; le interiora di entrambi non servono e, comunque, si prestano male all'innesco. I tentacoli vanno innescati anche singolarmente se molto grossi, oppure a gruppi di due o tre se più piccoli basta una doppia forata
trasversale dell'amo. Il resto del corpo va spellato e del calamaro si gettano le due alette di coda.
Dopo avere aperto longitudinalmente il corpo del calamaro 0 della seppia ed averlo disteso sul tagliere, si procede a suddividerlo in tante strisce trasversali che costituiranno altrettanti bocconi. Tali strisce possono essere lunghe circa cm 9/10 e larghe mm 7/8. Se il calamaro o la seppia sono molto grossi è bene suddividerne il corpo in due, con un secondo taglio longitudinale; dopo si procede separatamente alla suddivisione in tanti bocconi delle due metà. Logicamente se adoperiamo ami più piccoli di quelli prima menzionati, sia normali sia da palamito, i bocconi devono avere dimensioni inferiori.
A volte il corpo di una grossa seppia è molto carnoso e spesso per cui risulta conveniente, dovendone trarre dei bocconi, fare in modo che la parte più larga della striscia corrisponda alla sezione del corpo stesso della seppia, e non alle sue facce interna ed esterna. L'innesco di queste strisce di esca può avvenire con tre quattro forate di amo presso una estremità, in modo tale che circa la metà dell'esca stessa rimanga penzolante: ciò alletterà il sarago.
Ricordo che l'esca fresca è sempre migliore di quella congelata; comunque anche quest'ultima può essere valida se non si tratta di congelamento troppo prolungato o di ricongelamento e se questi molluschi erano stati preventivamente privati delle interiora.


 
 
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