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Pesca alla seppia

Tecniche di pesca > Pesca dalla barca
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  Le Seppie sono prede tipiche dell'inverno e in questo articolo illustriamo una delle tecniche classiche della pesca praticata a questo prelibato mollusco dalla barca.

LA SEPPIA


 

CARATTERISTICHE MORFOLOGICHE

Presenta corpo ovale, schiacciato in senso dorso ventrale, delle dimensioni di circa 25 centimetri, talora oltre 30..
Lungo tutto il margine è presente una lamina contrattile, in sostituzione delle due pinne, che posteriormente si separa. Ha braccia tentacolari lunghe, clavate all'estremità, interamente retrattili, ricoperte di molte ventose ineguali.
Sono presenti tentacoli minori periorali ricoperti internamente di molte file di ventose.
Sotto la pelle si trova la conchiglia: osso di seppia.
Il colore è molto variabile anche in funzione dell'accentuato mimetismo.
la superficie dorsale è zebrata con prevalenza di tinte gialle, brune, verdi e nere.
La superficie ventrale è bianca.

HABITAT E PESCA

La seppia vive sui fondali fangosi, in quelli sabbiosi, nelle praterie di zosteracee.
Risale verso la superficie quando in cerca di cibo (gamberetti, molluschi, granchi) e, nei mesi primaverili, per la deposizione delle uova.
La pesca si effettua con le reti a strascico, con la fiocina, attraendo i maschi mediante una femmina legata a una fune o posta entro nasse, oppore con la seppiarola, un triangolo di legno recante specchetti ai quali la seppia maschio si aggrappa scambiando la propria immagine riflessa per una femmina .


Caratteristiche: Una delle tecniche più diffuse per la cattura di questo ricercato mollusco è quella praticata dalla barca, sia con esche naturali che artificiali e consiste nel calare l'esca da una imbarcazione e nel trainarla lentamente sul filo della corrente.

La Preda: La Seppia (Sepia officinalis) è un mollusco cefalopode, diffusissimo nel Mediterraneo, frequenta comunemente fondali rocciosi misti a sabbia o fango. Vive da pochi metri d'acqua fino a oltre 150 metri di profondità. Può raggiungere i 40 centimetri di lunghezza per 2 chilogrammi di peso. Come il polpo, la seppia ha come arma di difesa un inchiostro che libera in acqua per coprirsi la fuga. La seppia si nutre prevalentemente di piccoli crostacei e molluschi, non disdegnando i pesci morti.


Dove e quando: Questa tecnica viene di solito praticata all'esterno delle dighe frangiflutti, l'esterno dei porti, su fondali misti di roccia e sabbia, le foci dei fiumi. La stagione di pesca và dalla fine dell'estate agli inizi della primavera, con la sua massima attività nei mesi invernali. Gli orari più attivi sono quelle notturne, quando le seppie sono solite alimentarsi, se utilizziamo esche naturali o artificiali dotate di fonti luminose tipo starlite oppure fosforescenti. Sono possibili catture anche all'alba o al tramonto e durante le ore della giornata, in presenza di cielo coperto e acque velate.

Attrezzatura per la pesca alla seppia Attrezzatura: Per la barca, può andare bene una qualsiasi imbarcazione a remi o a motore, sufficientemente stabile per l'azione di pesca. E' poi necessaria una canna tipo bolentino, con azione da 80/100 grammi, munita di un mulinello proporzionato caricato con un buon monofilo 0,30. Tradizionalmente, possiamo anche utilizzare la classica lenza a mano, costituita da circa 100 metri di 0,60 a cui collegheremo poi il finale. Arrotolata sul nostro pezzo di sughero, eviterà inutili ingarbugliamenti. Saranno necessari piombi di diverso peso, girelle e la solita minuteria del pescatore. Completa il quadro, un guadino a maglia stretta per il salpaggio delle prede.

Innesco dell'esca naturale Esche: Utilizzando esche naturali, la scelta cadrà su pesci di piccola taglia morti, come la sarda, la boga e il piccolo sugarello. Per l'innesco, possiamo utilizzare le apposite gabbiette metalliche munite della corona di aghi o, meglio ancora, con la sola asta d'acciaio munito anch'esso della corona di aghi (vedi dis.) in cui viene infilata l'esca partendo dalla bocca fino alla coda, dove sarà legato il terminale. Ultimamente, molti pescatori stanno impiegando con eguali risultati le esche artificiali, costituite principalmente da imitazioni molto fantasiose del gambero, tutti muniti da doppia corona di aghi. Di solito questi artificiali sono piombati e diversamente colorati ed è bene averne una discreta varietà in modo da poterne alternare alcuni, prima di identificare quello che meglio rende in quel particolare momento. Alcune indicazioni potranno essere d'aiuto:

Cambiare spesso l'artificiale, durante la battuta di pesca, ci permetterà di individuare quale colore o tipo di inganno attrae di più le nostre prede. Per le seppie, utilizzeremo preferibilmente artificiali lisci e non quelli rivestiti di tessuto, perché nel recupero, scivolano con maggior facilità e portano la seppia sulle corone di aghi ferrandola.

Montature: Le montature adottate in questa tecnica sono essenzialmente due:

Montatura a piombo scorrevole Montatura a piombo scorrevole: prevede l'impiego di un piombo scorrevole, tipo a uovo, di peso adatto a mantenere in pesca l'esca, montato direttamente sulla lenza madre e fermato dalla girella, protetta da un tubicino di plastica. A questa girella viene fissato il terminale, formato da uno spezzone di monofilo dello 0,25/0,30 a cui verrà legato l'artificiale. Nel caso di esche naturali, se la corrente non è troppo forte, si può pescare anche senza piombo, adottando la stessa montatura vista per gli artificiali dato che l'esca è sufficientemente pesante. Con corrente veloce, adottiamo un piombo adeguato montato alla stessa maniera. L'uso di questa montatura è da consigliare su fondali sabbiosi o fangosi, mentre su settori misti, potrebbe incagliarsi con facilità.

Montatura a piombo terminale Montatura a piombo terminale: prevede l'impiego di un piombo fisso, tipo bolentino, di peso adeguato a mantenere le esche sul fondo montato su di uno spezzone di monofilo dello 0,30 lungo una decina di centimetri al quale legheremo una girella che collegherà un altro spezzone di filo dello 0,35 lungo circa un metro. Su questa lenza monteremo due braccioli, lunghi rispettivamente 50 e 30 centimetri, utilizzando una girella e le relative perline, come illustrato nel disegno. Questi braccioli porteranno le esche artificiali che potranno essere identiche oppure diverse per dimensione e colore. Questa montatura lavora benissimo su fondali misti, in quanto le possibilità di incaglio diminuiscono.

Una bella seppia appena catturata con la tecnica illustrata nell'articolo Azione di pesca: una volta individuata la zona di pesca si cala la lenza con l'esca scelta e ci si lascia scarrocciare dalla corrente; se si và troppo velocemente è consigliabile rallentare l'imbarcazione con un'ancora galleggiante. In base alla corrente và scelta anche la piombatura più adatta che deve permettere all'esca di lavorare vicinissima al fondo. A questo punto, muoviamo ripetutamente la canna, in modo da imprimere all'esca un'invitante su e giù, in modo da attirare le nostre prede. Quando avvertiremo un maggior peso e resistenza a questo su e giù sarà il segnale della preda che si è allamata ed è quindi il momento di iniziare il recupero, per portare la seppia a tiro di guadino. Conviene ricordare che gli aghi non sono muniti di ardiglione e quindi non offrono molte garanzia di tenuta. Appena avremo a tiro la nostra seppia, un colpo di guadino metterà fine alla lotta. Con le stesse attrezzature ed esche sarà possibile anche la cattura sporadica di totani e calamari, che saranno più probabili pescando un po' distanti dalla costa e su fondali maggiori.

PESCA DELLA SEPPIA


Le Seppie accostano in primavera ed in autunno,ma la loro pesca non professionale si puo praticare solo in autunno,in quanto,nella stagione primaverile non mangiano e possono essere prese solo con le reti,a noi vietate (qualche cattura si puo' fare da riva tra gli scogli,con acque chiare,utilizzando le stesse esche artificiali impiegate dalla barca).
Totanara per pesca delle seppie  
L'esca per Seppie è un artificiale a forma di grosso Gambero.
Il modello in figura è provvisto di una deriva in piombo che gli confrsce una migliore stabilità durante l'azione di pesca.
Gli artificiali con tale deriva sono adatti anche allo Spinnig per Calamari.



Si tratta di una pesca molto facile e non faticosa,che avviene sotto costa,su fondali sabbiosi o fangosi da -5 a -20 mt,con esca artificiale che simula un gambero, provvisto sulla coda di una o due corone di ami senza ardiglione .
Per praticare con successo la pesca delle Seppie, e piu' in generale di tutti i Cefalopodi, sono necessarie due condizioni :  Mare calmo con acque chiare.
Le Seppie cacciano a vista, se la visibilità in acqua à scarsa difficilmente vedrannno l'esca.
Vento leggero che faccia scarocciare la barca.
Le Seppie sono poco mobili e non stazionano in gruppi, quindi occorre esplorare un ampio tratto di mare per trovarle praticamente una per una.

La pesca e'una specie di incrocio tra bolentino a scarroccio e spinning,consiste infatti nel calare a fondo l'esca,muoverla verso l'alto e lasciarla ricadere.Questo movimento serve a rendere l'esca piu'visibile e a simulare l'andamento di un grosso gambero.
L'esca che,mediamente,fornisce maggiori risultati e' il tipo rivestito di seta,provvisto di un piombo a forma di deriva,nella colorazione arancio/rosso (la deriva e'montata per consentire un vero e proprio spinning,che e' descritto piu' avanti).
Totanare per pesca delle seppie totani calamari  
Uscendo a Seppie non devono mancare una serie di esche di vari colori.
Quelli mostrati in figura sono i piu' utilizzati, in particolare la colorazione aranci o rosso

Naturalmente la colorazione arancio/rosso (su fondo bianco)non sempre e' la piu catturante,quindi conviene averne almeno un'altra di colori molto diversi.
Alcuni usano ungere questa esca con olio di Sarda,personalmente non ho riscontrato reali vantaggi.
Una cosa molto importante da ricordare e'un capiente secchio,messo fuori bordo alla giusta altezza per accogliere le catture,che non necessitano di slamatura,infatti e' sufficente portare l'esca con la Seppia attaccata sopra al secchio e dare un energico scossone,la Seppia si sgancera cadendo nel secchio. Non si tratta di consuetudine o di un modo di slamare estroso,ma di necessita',se non volete la barca e voi stessi tinti del nero di Seppia (se qualcosa si dovesse sporcare provvedete immediatamente alla pulizia,se il nero si asciuga diventa difficile da togliere).
Nella figura a lato e' riportato lo schema di una lenza per Seppie particolarmente efficace.
Le esche sono costituite da gamberi artificiali, quattro o due se si vuole un attrezzo meno soggetto ad ingarbugliamenti, ed una Totanara da circa 100 gr che funge da piombo, collocata al centro, particolare molto importante in quanto consente ad una o due esche di essere sempre sul fondo.
La lenza e' completata da perline fosforescenti o da Starlight montate in prossimita' delle esche.
I gamberi artificiali dovranno essere di colori alternati, con preferenza per le tonalita' rosse e verdi.
L'impiego migliore e' senza canna ma con lenza a mano ( 20 mt di filo da 0,60 solo per motivi di maneggevolezza) che consente alle profondita' di pesca alle Seppie ( 5/15 mt ) una migliore sensibilita'.

L'impiego migliore e' senza canna ma con lenza a mano ( 20 mt di filo da 0,60 solo per motivi di maneggevolezza) che consente alle profondita' di pesca alle Seppie ( 5/15 mt ) una migliore sensibilita.

Oltre ai gamberi artificiali esistono altri tipi di esche che pero' sono piu adatte ai Totani e ai Calamari.
Come anticipato e' una pesca che si svolge "sotto casa",infatti le Seppie dall'autunno all'inizio inverno accostano praticamente lungo tutti i litorali sabbiosi, con preferenza in zone dove la sabbia sia interrotta da scogliere o praterie erbose.
La pesca avviene scarrocciando lentamente,quindi nelle giornate ventose occorre mettere l'ancora gallegiante. Inoltre l'acqua deve essere chiara, altrimenti le Seppie ,che cacciano a vista, non vedrebbero l'esca ,pertanto se ci sono state mareggiate occorre attendere alcuni giorni.
Non esistono orari particolarmente buoni, qualsiasi momento della giornata e' parimenti adatto.
L'unica accortezza e' di pescare piu' a riva, su fondale da 5 a 8 mt nei giorni nuvolosi e piu' a largo, fino a 15/20 mt di fondale, con sole pieno.
La tecnica è semplicissima.

    Arrivati sul posto disponete la barca di traverso al vento dal lato sul quale volete pescare.
    Calate la lenza senza lanciarla, non c'e' la necessità del lancio ed è inutile correre il rischio di ingarbugliare la lenza
    Date filo man mano che la barca scaroccia e richiamate la lenza con piccoli strappi , facendo in modo che i richiami non siano sufficenti per riportare la lenza sotto alla barca, in altre parole gli strappi, che hanno la scopo di rendere l'esca piu' visibile, devono consentire il progressivo allontanamento dell'esca.
     Come già detto le Seppie sono generalmente sparpagliate e si muovono poco, quindi occorre esplorare totto il fondale e portare le esche in prossimità di ciascuna Seppia
    Quando tutta la lenza è in mare ( 15/20 mt) iniziate il recupero, sempre a strappi, alternando tratti piu' lunghi a tratti brevi, fino a portare nuovamente le esche sotto la barca
    La barca avrà scarrocciato, vi troverete in una nuova posizione e potrete ricominciare l'esplorazione.





 
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