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Tecniche di pesca > Pesca da terra
PESCA DA TERRA
Anche parlando di esche e 13 di pasture ci troviamo di fronte a due realtà tecniche diverse: la pesca di superficie e la pesca a fondo. Nella pesca a fondo le esche di maggior consumo e rendimento sono i vermi. A seconda della dislocazione geografica dei vari campi di gara o dei periodi dell'anno, che offrono varietà di pesce diverse, possiamo impiegare vermi differenti. Per la pesca in buca, sul versante adriatico, vengono impiegati il saltarello di scoglio, il muriddu, la tremolina di fango. Come possiamo notare, esche con caratteristiche completamente diverse: cicciottello il muriddu ma poco mobile, adatto ai ghiozzi e ai pesci di una taglia discreta; morbida la tremoli na, valida un po' per tutti i pesci; vivace il saltarello, che stimola anche i pesci un po' più difficili come gli sparirli in genere. Sul versante tirrenico si usano le stesse esche, anche se privilegiate sono la tremolina e il saltarello. Nella pesca a fondo, definita a lancetto, si impiegano sia il saltarello che il muriddu, che assicurano una migliore tenuta al lancio rispetto alla tremolina.
Nella pesca a fondo vengono poi impiegati le cozze sgusciate, la polpa dei gamberi, degli scampi, e alcuni bivalvi come le arselle, specialmente quando si pesca da moli o scogliere con fondali fangosi o sabbiosi. Nelle tecniche di superficie si impiegano esche come la polpa della sarda, del gambero, dello scampo, sempre freschissime; sembra infatti che i pesci avvertano la differenza tra il fresco e il congelato. Con tali esche si cerca la cattura delle boghe, dei cefali, delle aguglie, delle castagnole e più raramente dei sugarelli e degli sgombri. Con il panee le pastelle si tenta per lo più la cattura dei cefali. Sempre per il cefalo può essere anche valido l'innesco della tremolina, innescata singola o a pezzetti quando si pesca in aree lagunari o in presenza di acque salmastre e i nostri clienti sono dì taglia media o medio piccola sino ad arrivare ad innescare le tremoline a mazzetto, come succede a Marina di Ravenna o a Porto Corsini per cercare la cattura di cefali che superano il chilogrammo di peso. Sulle pasture vi sarebbe molto da dire, ci limiteremo accennando all'alta qualità di alcuni sfarinati presenti oggi in commercio,
che che vengono per lo più impiegati in unione alla sarda macinata per portare in mangianza i pesci di branco. Per quanto riguarda specificatamente la pesca della boga, pesce presente in molti campi gara, si potrà accennare al fatto che le migliori pasture per attirarla sono realizzate a base di sarda macinata e sale. Alla "crema di sarda" vengono poi aggiunti degli ingredienti chimici, ognuno dei quali esplica una determinata funzione. Si tratta, in pratica, di esaltatori di sapidità (servono a espandere l'aroma in acqua), degli stimolanti di appetito e dei lassativi (pur mangiando la pastura in dosi massicce non si saziano poiché la evacuano con rapidità).
Pesca da terra
Per chi è agli inizi, occorre prima di tutto partire bene…
Per coloro che per la prima volta si recano a pescare in mare dalla riva, le cose non sono proprio cosi semplici come possono sembrare. Sono tante le cose che il principiante dovrà conoscere prima di assemblare la propria attrezzatura da pesca.
Il luogo di pesca
La scelta del luogo di pesca può spaziare tra quelli della zona o della regione in cui abitiamo (comunque per iniziare e sempre meglio scegliere il molo di un porto) o al limite, una scogliera artificiale. Per prima cosa dovremmo individuare i posti migliori della zona portuale o della scogliera e ciò è possibile effettuando un sopralluogo e guardando dove si recano gli altri pescatori. Da loro inoltre sarà utile cercare di rubare piccoli segreti, e soprattutto cercare di capire la tecnica di pesca che stanno effettuando.
L’attrezzatura di base
Partiamo dalla canna . Potremmo scegliere un modello fisso, di lunghezza oscillante dai 6 ai 7 metri da poter montare con una lenza con galleggiante , oppure una bolognese (canna con anelli), lunga 5 o 6 metri. Solitamente la canna fissa per iniziare e di norma meno costosa della bolognese a cui dovremmo per forza di cose un mulinello. Di controparte, la bolognese, risulta più versatile, in quanto idonea per praticare più tecniche di pesca. Alla bolognese dovremmo abbinare un mulinello di piccole dimensioni, con una buona frizione. La bobina dovremmo caricarla con un monofilo di diametro dello 0,18 , ponendo molta attenzione a immettere la quantità giusta di monofilo ( il monofilo deve essere pari al bordo della bobina).
Il monofilo
Per le madri della canna fissa (cioè lo spezzone dove verrà inserito il galleggiante) dovremmo usare un monofilo di diametro dello 0,16. Il discorso finali è senza dubbio più complicato, ma comunque i nostri terminali saranno costruiti con un monofilo di diametro oscillante tra lo 0,10 e lo 0,14.Un monofilo di diametro superiore Allo 0,14 sarà più affidabile, anche se darà risultati peggiori in qualità di catture, mentre usando un monofilo di diametro inferiore allo 0,10 (già sottile per chi inizia) la qualità e quantità dei pesci aumenterebbe, ma aumenterebbe anche il rischio di perdere molti pesci allamati. Procedendo per gradi, e per questo che converrà usare monofili sottilissimi solo quando dovremo preso ”la mano”
Alla canna, nonché alle reazioni delle prete stesse.
La minuteria
Negli scompartimenti della cassetta da pesca oppure in una comoda borsa, dovremmo predisporre tutto ciò che ci servirà per costruire i terminali e tutto ciò che utilizzeremo in pesca.
Galleggianti
I galleggianti varieranno come forma e dimensione in base alla tecnica da effettuare. Con la canna fissa e la bolognese usata nel sotto riva o per effettuare piccoli lanci, conviene usare un galleggiante di forma affusolata, di grammatura variabile da 1-3 gr. Co la bolognese a lancio conviene invece pescare con galleggianti piombati. I piombi nella pesca col galleggiante dovremmo usare due tipi di piombi: le torpille ei pallini spaccati.
Esca e pasture
La scelta dell’esca viene solitamente basata sulla presenza di una specie o di un’altra. Le esche più redditizie sono la polpa di gambero, il bicattino, il fiocco del pane o della polpa della sarda. La pastura serve per tutti i tipi di pesci. Si possono usare dei sfarinati reperibili in commercio oppure le pasture già pronte e bagnate. Due kg di pastura sono sufficienti per una mezza giornata di pesca. Sicuramente l’esperienza e le molteplici uscite in mare, aiuteranno a superare le lagune e le difficoltà che si presentano di volta in volta ma, organizzandoci perfettamente con l’attrezzatura di base, le esche giuste e le pasture ad hoc, si potrà compiere un enorme passo avanti, in modo da arrivare in breve… alla metà dell’opera.
Gli ami
La scelta dell’amo è difficile da suggerire quanto si rifà a criteri soggettivi. In ogni caso, per iniziare, dovremmo usare ami a gambo lungo (sono più facili da legare ed innescare), di misura variabile tra il 12 ed il 18.