A PESCA IN MARE CON GUIDO


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Tecnica per lanciare con la canna

Tecniche di pesca

SPEY CASTING



Questo articolo non vuole essere una lezione di lancio (nulla è meglio di una lezione pratica e ben altri sono i maestri) ma un tentativo di trasmettere quei piccoli trucchi che hanno permesso al sottoscritto, a digiuno di tecnica di lancio a due mani, di arrivare in Scozia e riuscire a lanciare divertendomi e, a dispetto dei pronostici, prendere anche qualche salmone.

Lo spey cast è forse uno dei modi più rilassanti di “vivere” una giornata sul fiume con i suoi ritmi lenti cadenzati inframmezzati dall’attesa di quel primo strattone sulla coda che preannuncia l’abboccata del salmone.

La canna a due mani che normalmente si impiega è una 15 piedi lenza 10 con coda da Spey.

Ma che cos’è lo Spey Cast? Molto semplicemente (a dirsi) un roll cast con cambio di direzione.

Iniziamo quindi a vedere la teoria di un corretto roll cast





Roll cast.



Impugniamo la canna a due mani con la mano destra avanti prossima alla fine dell’impugnatura e la sinistra alla base della canna. Entrambi i pollici sono posizionati sopra e in asse con la canna.

Ci mettiamo con il piede destro leggermente avanti e nella direzione in cui intendiamo lanciare. La canna è parallela all’acqua e la coda stesa avanti. Con un movimento accelerato si porta la canna indietro (dalle 9 fino alle ore due oltre la verticale) arrestandosi alle due mentre la coda forma in aria la caratteristica forma a D del loop.

A questo punto le due braccia agiscono insieme tirando indietro con la mano sinistra e spingendo in avanti con la destra riportando la canna fino alle ore 10.

Il cimino spinge idealmente verso la cima degli alberi della sponda opposta.

E’ importante mantenere dritte le spalle e la schiena facendo lavorare solo le braccia.



Errori tipici sono:

- ruotare in avanti con la spalla destra disassando il loop

- non aspettare che si formi il loop anticipando il lancio in avanti. Questo errore è molto pericoloso in quanto se il loop non è formato la mosca viene strappata fuori dall’acqua e frustata in direzione del viso del pescatore

- non arrestare la canna alle ore 10 schiacciando il loop verso l’acqua invece di permettere che si sviluppi al di sopra della superficie.

Capiti i rudimenti del roll cast veniamo ora allo Spey Cast.

Può essere singolo o doppio a seconda se il loop viene sviluppato sul lato destro o sinistro del pescatore.

La scelta di un lancio o dell’altro nasce dalla direzione del vento per evitare che nella fase finale del lancio possa spingerci addosso la mosca.

Ipotizziamo di essere sulla sponda destra orografica con corrente e vento da sinistra a destra. Utilizzeremo un doppio spey per lanciare mantenendo coda e mosca a valle. Viceversa se il vento viene da valle verso monte occorrerà un singolo spey per sviluppare il loop alla nostra sinistra.

Vediamoli in dettaglio:



Doppio Spey (su sponda destra).



La mano che impugna la canna più in alto sarà quella dal lato in cui vogliamo effettuare il roll cast. Nel nostro caso sarà quindi la destra.

Al fine della passata ci ritroveremo con la canna parallela all’acqua e la coda parallela alla riva.

Si inizia sempre recuperando un po’ di lenza per essere certi che sia tesa (e vedere se qualche salmone indeciso stava ancora osservando la nostra mosca).

Le prime volte non esageriamo con la coda in acqua. Una quindicina di metri di coda galleggiante o intermedia possono bastare.

Si inizia alzando la canna dalle ore 9 alle ore 11 e quindi la si ribalta verso monte.

La coda scorre sull’acqua parallela alla riva portando la mosca qualche metro a valle del pescatore. La canna viene quindi ribaltata di nuovo verso valle e dietro portandosi nella posizione a ore due pronti per il roll cast.

Durante questa fase la coda facendo perno sulla mosca si porterà da parallela a perpendicolare alla riva. Questo è il segnale che ci dice di procedere con il normale roll cast spingendo con la destra e tirando con la sinistra senza girare le spalle e senza superare le 10 per non schiacciare il loop contro l’acqua.



Errori tipici sono:

- Quando si porta la canna verso monte, se si da troppa energia, la coda viene sollevata dall’acqua e proiettata insieme alla mosca a monte del pescatore creando una situazione pericolosa e comunque improduttiva. La coda nel primo sollevamento deve scorrere sull’acqua senza sollevarsi

- Sbagliare il tempo del lancio in avanti. Se si aspetta troppo il loop ha tempo di sedersi sull’acqua e quando si lancia fatica a sollevarsi perdendo potenza. Se aspetto troppo poco non formo il loop e quindi non riesco a lanciare scaricando la potenza nella frustata all’indietro.


Singolo Spey (su sponda destra).



La mano che impugna la canna più in alto sarà sempre quella dal lato in cui vogliamo effettuare il roll cast. In questo caso vogliamo sviluppare il loop a monte e quindi sarà la sinistra.

La posizione di partenza è sempre quella con canna parallela all’acqua,coda parallela alla riva e lenza tesa .

Dobbiamo sollevare la coda dall’acqua e portarla a monte per sviluppare il lancio.

Per farlo solleviamo la canna sempre rivolta a valle fino ad ore 10 (1° tempo), quindi ruotiamo con il torace e la canna verso monte abbassando inizialmente il cimino verso l’acqua per poi rialzarlo durante il movimento (2° tempo) – in questo modo la coda viene proiettata verso il basso e va ad impattare in acqua qualche metro a monte del pescatore permettendo di avere la base di appoggio per il successivo roll cast (3° tempo).

A differenza del doppio spey la cadenza delle tre fasi è piuttosto importante per la corretta riuscita e ripetere 1,2,3 ….1,2,3….1,2,3 a tempo di valzer aiuta a mantenere le tre fasi distinte ma fluidamente collegate l’una all’altra.


Errori tipici:

La prima fase del lancio è cruciale.

Gli errori sono legati agli eccessi di sollevamento o di abbassamento della canna. Se nella prima fase sollevo la canna troppo in alto avrò bisogno di abbassare poi troppo il cimino per far scendere la coda che impatterà tutta sull’acqua invece della sola punta.

Se nella fase iniziale sollevo invece troppo poco la canna la coda non si solleverà dall’acqua e trascinandosi senza sollevarsi non riuscirà ad arrivare a monte del pescatore.

Se nella seconda fase di rotazione a monte abbasso troppo il cimino tenderò sempre a far cadere troppa coda in acqua e non formare il loop.

Se invece abbasserò troppo poco il cimino la coda tenderà ad essere proiettata tutta a monte e non avrò la base di appoggio con la punta della coda in acqua per proseguire nel lancio.

La mano destra durante la rotazione deve fungere da perno ruotando solidale con il tronco senza muoversi rispetto alla mano sinistra.

Infine è molto importante non dare troppa energia al lancio e rispettare i tempi delle tre fasi senza accelerare.

Pescando sulla sponda sinistra orografica i movimenti dei due lanci sono sostanzialmente simmetrici.


Nel legering, la tecnica di lancio è in gran parte condizionata da tre fattori: il peso e la grandezza del,pasturatore, la distanza da raggiungere e la conformazione della sponda da cui si opera.



Per i lanci a lunga distanza da sponde libere da vegetazione folta non vi è nulla di più comodo dell'overann cast, cioè del lancio che si effettua impugnando la canna a due mani, partendo da una posizione che vede l'attrezzo inclinato dietro le nostre spalle, per poi catapultare lontano il pasturatore, rilasciando il filo nel momento in cui il feeder passa sopra la testa del lanciatore. Naturalmente, per eseguire questo tipo di lancio è indispensabile possedere una canna che sopporti senza problemi il i peso di pasturatori di notevole grammatura, in quanto non è raro che la pressione esercitata spezzi la sezione di un attrezzo non idoneo. Per una corretta esecuzione di questo lancio è poi fondamentale che il mulinello sia posizionato nel punto più alto possibile dell'impugnatura. Questo accorgimento deterinina la migliore impostazione del lancio stesso, consentendo al pescatore di caricare di forza inerziale la canna e nel contempo di ottenere una buona precisione di tiro. Nella pesca a distanza, infatti, è sempre importante prendere un riferimento sulla sponda lontana (una pianta, un masso ... ) e rilasciare il filo nella fase di lancio puntando la vetta della canna in quella direzione. Quando invece si stia pescando da una sponda infrascata o molto ripida si deve necessariamente accantonare il lancio overarm e optare per l'underarm cast. Questo lancio si traduce in un movimento morbido che parte tenendo la canna parallela alla sponda; il filo va tenuto tra le dita a circa 30 cm sopra l'amo e rilasciato dopo aver caricato di una certa tensione il cimino. Questa tecnica di lancio necessita di un certo tempo di apprendistato, in particolare per potersi familiarizzare con i corretti tempi di esecuzione nella fase di rilascio del filo. Ciò che crea i maggiori problemi all'inizio è la precisione del lancio stesso, che risulta sicuramente più facile quanto più leggero è il piombo o il pasturatore applicato alla lenza. Fondamentale sarà poi il momento in cui far uscire il filo dalla bobina e, per ottenere sicurezza in questo sincronismo di movimenti, sarà buona cosa spendere un po' di tempo allenandosi a lanciare un piombo di 15 g. Il lancio con il sistema underarm (in italiano detto anche "sottomano") è normalmente efficace per medie e corte distanze.

La corretta posizione di pesca

Come in molti altri sistemi di pesca, anche praticando il legering a ogni abboccata non segue obbligatoriamente una cattura. Anzi, se non si dispone di nervi saldi e di una buona dose di pazienza, accade spesso che le innumerevoli ferrate a vuoto sulle mangiate di cavedani possano causare una bella serie di frustrazioni. A ciò si somma spesso la cattiva impostazione di pesca attuata da molti sportivi che continuano a disporre in pesca la propria canna in funzione del punto più comodo in cui assestare il puntale reggicanna. Capita così di vedere cimini che guardano il cielo in situazioni di pesca in acque ferme, dove la percezione delle abboccate è già di per se stessa assai difficile, ma anche di trovare pescatori sulla sponda di un fiume dalla corrente veloce intenti a osservare la canna puntata come un fucile verso il punto di assestamento del pasturatore. Ora, se si pensa a quanta cura è riposta nella produzione di quiver tip sempre più sensibili, quanto è stato appena detto appare sconvolgente, ma rende chiaramente l'idea di quanto sia ancora necessario fornire spiegazioni di base. Anche la più sofisticata attrezzatura se viene infatti impiegata male non potrà che produrre risultati deludenti. Nel legering ogni postazione di pesca dovrà consentire allo sportivo di Posizionare la sua canna in modo da ottenere un angolo di 90° tra la vetta della canna e l'amo. Questa regola d'oro è fondamentale per ottenere la massima percezione delle abboccate sul quiver tip. Per poter ottenere questa angolazione è stata prodotta tutta una gamma di accessori, puntuali e poggiacanne che dovranno obbligatoriamente far parte della attrezzatura di chi intende dedicarsi al legering in modo appropriato. Un'altra posizione di pesca molto efficace e che si addice a tutte le acque dal notevole flusso di corrente è quella che vede il pescatore lanciare leggermente a monte il pasturatore e posizionare poi la canna con un angolo di 450 verso valle e con il cimino ben alto sulla superficie dell'acqua. Questa impostazione, che contrasta totalmente con la suggerita angolazione a 90" descritta prima, è basilare per tutte le acque ferme o moderatamente fluenti e consente al pescatore non solo di mantenere una gran parte del filo fuori dalla spinta della corrente, ma anche, e soprattutto, di ottenere l'indicazione delle abboccate in modo netto grazie al rilascio della tensione cui è sottoposto il cimino della canna. Quando infatti un pesce afferra l'esca, il pasturatore tende a disancorarsi dal fondo e di conseguenza il quiver tip ha uno scatto all'indietro inconfondibile. Gli inglesi chiamano queste indicazioni di abboccata drop back bite proprio per giustificare la caduta di tensione del quiver tip. Sono abboccate che difficilmente falliscono e che spesso offrono la cattura di pesci autoallamatisi a causa dell'eccessivo peso del pasturatore non opportunamente scelto nella grammatura appena sufficiente a tenere il fondo. Se si ha troppo peso in lenza, per un pesce che si allama da solo si rischieranno molte abboccate a vuoto, in quanto un'eccessiva resistenza avvertita in tempo consentirà a un cavedano di sputare l'esca ancor prima che il pescatore abbia il tempo di ferrare.

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