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Tecniche di pesca > subacquea
UDITO DA SUB
I senso dell'udito non è tra i più sollecitati durante un'immersione. I sub con questo difetto sensoriale, sia totale che parziale, non lamentano particolari disagi sott'acqua se non una maggior attenzione alle manovre di compensazione. Ci sono però alcuni aspetti operativi come l'orientamento, le segnalazioni in emergenza, la comunicazione e la navigazione sott'acqua, che richiedono qualche cenno d'approfondimento.
In acqua il suono va più veloce
In superficie e quindi in aria, la velocità di propagazione delle onde sonore risulta di 300 metri/secondo, mentre in acqua di mare si raggiunge un valore 4 volte e mezzo superiore: 1.471 metri/ secondo. L'acqua risulta un mezzo più denso dell'aria e occorre maggiore energia per creare delle modificazioni pressorie cosicché, una volta generato l'impulso sonoro, questo si diffonde molto più lontano e velocemente. Ogni innalzamento nella salinità, temperatura e pressione ambiente porta a corrispettivi incrementi della velocità di trasmissione sonora: con un contenuto salino del 40% la velocità sale a 1.476 metri/ secondo (t metro ogni 1 % di incremento), per ogni grado in più di temperatura s'innalza di 3,5 metri e di 0,16 metri per ogni incremento di 1 atmosfera. Perché sott'acqua sentiamo peggio ? L'orecchio umano è strutturato per funzionare al meglio in superficie e, di fatto, il riempimento del condotto esterno con (acqua ne annulla la sua naturale funzione perché limita l'escursione del timpano e sposta la frequenza di risonanza verso i toni bassi. In pratica la conduzione aerea viene esclusa assegnando il ruolo prevalente a quella di tipo osseo. Con il condotto pieno d'acqua la sensibilità acustica per un suono di 2.500 Hz è ridotta di circa 84 decibel e il sub percepisce meglio i suonì a bassa frequenza (gravì) che quelli ad alta frequenza (acuti) con un effetto di generico smorzamento. Inoltre sl esercita un sovraccarico sulla membrana timpanica e sui sistemi di conduzione meccanica dei suoni nell'orecchio medio. La qualità del suono sott'acqua equivale a quella che si ha in superficie con un deficit uditivo di tipo conduttivo.
Niente voce sott'acqua
La naturale comunicazione vocale è poco efficace sott'acqua poiché la maggior parte del suono emesso dal nostro apparato vocale (quindi in aria) viene perso quando questo passa in un altro mezzo come l'acqua: la propagazione della vibrazione sonora nell'interfaccia aria/acqua risulta scarsissima. In acque basse la riverberazione del suono dall'aria alfacqua produrrà anomalie e distorsioni sonore come eco e punti morti. Inoltre l'uso di un Ara si associa a un alto livello di rumore per l'emissione di bolle proprio vicino alla testa del sub e in un gruppo numeroso di subacquei, questo può influenzare gli stessi sistemi di comunicazione acustica. II cappuccio di neoprene accentua la distorsione e l'assorbimento dei suoni sott'acqua in specie se sopra i 1.000 Hz. Se si hanno particolari, esigenze operative, si può liberare una piccola porzione del capo mediante dei piccoli buchi di 2 3 cm nel cappuccio, all'altezza delle tempie o appena sopra le orecchie. Esigenze di segnalazione devono così tener conto della distanza con la sorgente sonora, della frequenza del segnale, del livello di rumore ambientale, della copertura del cappuccio, dell'esperienza con i sistemi di comunicazione e del livello di stress del sub. Ancora, quando s'incontra un termoclino (strati di acqua a diversa temperatura), la differenza di densità tra i due strati contigui (quello più freddo è più denso) rende più dìffìcoltoso fl passaggìo dell'impulso sonoro cosicché, ad esempio, un suono che proviene da 50 metri può risultare udibile se si è all'interno dello stesso strato e non essere percepibile se ci si trova nella zona a diversa densità.
Da dove viene il suono?
È ben difficile sott'acqua distinguere e stabilire con precisione da dove è partito lo stimolo sonoro: un coltello percosso sulla bombola si fa sentire a grande distanza ma spesso dobbiamo girarci considerevolmente per individuarne la provenienza. In superficie questo avviene senza difficoltà poiché il suono arriva alle due orecchie in tempi leggermente diversi: l'orecchio pìù vìcìno alla sorgente sonora viene raggiunto prima e poi quello più lontano. Questo sfasamento è stimato in 0,6 0,7 millisecondi (binaural time difference) e dipende dalla posizione di partenza del suono: se le due orecchie sono equidistanti (il punto di partenza è direttamente di fronte, sopra o dietro) allora non ci sarà sfasamento, mentre con posizioni laterali i tempi dì arrivo e l'intensità sonora (binaural intensity difference) saranno diversi. Ora, la velocissima propagazione del suono sott'acqua annulla quasi del tutto questo tempo di sfasamento: funzíonalmente è come se la testa fosse piccola come una pallina da golf. Inoltre non c'è più l'effetto alone che in aria discrimina principalmente i segnalì ad alta frequenza: mentre l'orecchio più vicino viene raggiunto direttamente dalle onde sonore, queste arrivano all'orecchio più lontano dopo essere state riflesse dal cranio (effetto alone). Sott'acqua la testa non funge più da barriera sonora e di fatto non separa più le due orecchie: ai fini pratici è come se ne fosse rimasto soltanto uno.